PROCESSO AI 25 MANIFESTANTI - Le motivazioni

9.2 Il Blocco Nero - il percorso > > > > > > > > > > > > > > > > > > > > 1 | 2 | 3

24. Le immagini dei manifestanti da Via Montevideo fino a Corso Torino.
Il filmato reperto 236 [121] mostra (a 00.07) sullo sfondo il piazzale della SIX RENT sito al 111 r di via Montevideo a circa 200 metri da Piazza Tommaseo.
Il teste ZAMPESE ha rilevato come l’ora (13.14) sovra impressa sulle immagini di questa telecamera sia attendibile, perché riscontrata nel pomeriggio con le immagini di altri scontri.
In questa zona i manifestanti hanno costruito delle barricate.
A 00.25 si notano alcuni manifestanti spaccare le vetrate con delle spranghe, in alto al centro si individua un soggetto che prende una sedia: si tratta di un componente del gruppo CM travisato con Kefir rosso e che indossa una maglia scura.
A 00.46 si vede a destra A mentre cammina sul marciapiede, poco dopo (a 00.49) si nota anche C con casco arancione e felpa azzurra con le maniche più scure.
Le immagini da 01.02 a 01.08 documentano la distruzione dell’ufficio, le attrezzature presenti nell’interno (computer ed altro) vengono portati fuori e distrutte.
A 01.13 nella parte alta a destra vicino al marciapiede e al tombino bianco si vede A e vicino a lui si nota CM con il casco blu.
A 01.21 vicino ad un oggetto verde di nuovo CM che porta il bastone, il casco e la mascherina bianca, in basso a destra si vede C.
Quest’ultimo si individua ancora a 01.43 all’altezza dell’ora 13 impressa nel filmato mentre sta andando verso via Tolemaide.
Questa immagine è girata all’altezza della SIXT RENT al 111 r di via Montevideo a monte c’è l’incrocio con Corso Gastaldi e Via Tolemaide.
Si nota E che spacca con una spranga le vetrate e poi A che (a 02.00) butta in aria alcuni documenti sottratti dentro gli uffici della SIXT RENT.
A 02.16 all’altezza del passaggio pedonale a sinistra si vede C con il casco arancione e, vicino ad un soggetto con la maglia rossa, si trova B con casco blu e striscia rossa e la giacca più scura.
Sulla sinistra davanti al cartello “dare la precedenza” si nota un soggetto con felpa blu, bastone tra le gambe, un disegno sulla felpa: si tratta di VV.
Davanti a VV si nota un soggetto con casco blu, maglia rossa, pantaloni militari già visto fin dal cantiere Savonarola seguire il gruppo CM.
A 02.16 B e C si trovano affiancati al centro dell’immagine, mentre VV è ritratto vicino ad un ragazzo con casco giallo mentre parla con altri manifestanti e tiene il bastone tra le gambe, di li si nota il disegno sulla felpa.
A 02.28 sull’angolo dello spartitraffico in alto si vede CM che si sta dirigendo verso Corso Gastaldi.
In alto a destra a fianco dello spartitraffico e al centro della terza corsia di marcia si vede A, mentre a sinistra cioè tra il marciapiede e la segnaletica orizzontale dell’attraversamento pedonale si vede VV con un bastone in mano e dietro di lui si scorge B.
A 02.30 CM è in alto a destra a ridosso dello spartitraffico del marciapiede bianco.
A 03.09 vicino al marciapiede si nota ancora VV con in mano il bastone, la mascherina con laccio, il disegno sulla felpa e sotto la felpa una maglietta chiara.
I frame del medesimo reperto 236 [122] consentono di individuare con precisione gli imputati di cui sopra.
La CM è ripresa nei frame 008 (in alto a destra insieme ad A), 009 (ancora con A, la donna è riconoscibile per il casco blu, la maglia e la mascherina), 010, 011, 013 (CM ha il casco blu, la mascherina bianca, si vede l’ombra del bastone che ha in mano), 014 (la donna è al centro, si nota il bastone con l’impugnatura fasciata di bianco), 015, 023 (è in mezzo alla corsia, si notano gli scarponcini, i fuseaux e la maglia verde), 024 (si trova vicino alla moto e si dirige verso via Montevideo, si notano i pantaloni corti, gli scarponcini, il casco blu).
VV è visibile nei frame 018 (all’altezza dell’attraversamento pedonale a sinistra si vedono C e B, mentre più in alto a destra dell’attraversamento pedonale e con il bastone tra le gambe si vede VV con la felpa ed il disegno sulla schiena), 019, 021 (VV parla con alcuni manifestanti), 030 (a destra all’altezza del segnale “dare la precedenza” si vede VV che ha la mascherina bianca alzata e portata sopra la testa, una felpa con cappuccio blu ed un disegno nella parte centrale posteriore, sotto la felpa una maglietta più chiara, guanti [123], pantaloni verdi ed un bastone in mano), 031
(l’imputato si trova all’altezza del primo segnale), 032 e 033.
Il reperto filmato 25 [124] mostra a 00.02 in Via Montevideo in basso un soggetto vestito con maglia nera che ha un disegno nella parte anteriore con scritta, è travisato e munito di scudo con dello scotch nella parte interna, questi è stato identificato in FA.
Quindi si nota A mentre entra negli uffici della SIXT RENT
A 00.10 si apprezzano alcuni particolari già notati nelle immagini relative a FA: i capelli tipo rasta annodati dietro, lo scudo della CHRYSLER con apposta la A di anarchia, la felpa legata in vita, gli scarponcini neri, i pantaloni neri.
I frame del reperto 25 [125] da 0046 a 0060 consentono di individuare altri particolari della figura di FA: i braccialetti sul polso destro (0046), lo scudo che risulta fasciato con scotch da pacchi nella parte interna dove viene impugnato, particolare questo già notato in piazza Tommaseo quando l’imputato seguiva i TAMBURINI.
Nel frame 0049 si apprezza la parte anteriore della maglia di FA.
Quindi i frame 0051 e 0052 mostrano la piazzola di via Dassori a ridosso degli uffici e i frame 0059 e 0060 il furgone della SIXT RENT.
Il reperto filmato 164-249 [126] mostra via Montevideo vista con direzione verso Tommaseo e da 006 in poi la fase della distruzione degli arredi interni della SIXT RENT: si vede il soggetto E con maglia scura, Kefir bianco e rosso, jeans strappati, scarpe da ginnastica scure che distrugge e getta fuori le attrezzature dell’ufficio.
I frame mostrano E distintamente.
Quindi all’incrocio con Corso Gastaldi si vede un’auto di proprietà della WIX RENT, concessionaria della SIXT RENT, Fiat Brava tg BR229MC che verrà danneggiata e data alle fiamme da questi stessi manifestanti.
Queste immagini riguardano momenti immediatamente successivi a quelli del precedente filmato.
La SIXT RENT ha subito danni per oltre 15.000 Euro [127].
Il reperto 235 foto 40 [128] mostra in primo piano E che con una sedia spacca le vetrine degli uffici, alla sua sinistra si vede C con casco arancione, mascherina bianca, tuta con maniche più scure, pantaloni verdi e occhiali da nuotatore scuri.
A sinistra dietro al soggetto travisato con berretto blu e fazzoletto blu si vede A con il casco integrale AGV con serigrafia rossa e nera, la maglia gialla con protezione nera, il travisamento mediante il passamontagna.
Il reperto 164-249 contiene anche immagini relative a FA [129].
Durante il danneggiamento della Fiat Brava di proprietà della WINT RENT davanti a questa si vede FA con lo scudo blu della CHRYSLER con simbolo bianco e la A di anarchia, vestito nero e maglione in vita (a 00.06 e 00.07).
Poco dopo (a 00.19) il soggetto con maglia verde, casco bianco, logo sul lato sinistro della maglietta è stato identificato DP.
Poco dopo (a 00.33 e a 00.38) si notano due altri soggetti già visti in Piazza Paolo da Novi e davanti all’agenzia 4 della CARIGE: un soggetto con capelli lunghi biondi munito di uno zaino giallo e blu ed un soggetto con casco giallo, maglia rosa, zaino nero.
La Fiat Brava ed un’altra verranno poi date alle fiamme.
Le immagini sono state girate intorno alle 13.20, poco prima dell’incendio delle auto che avviene intorno alle 13.25.
I frame da 1 a 15 del 164-249 mostrano i particolari attraverso i quali è stato identificato questo imputato: lo scudo, capelli lunghi tipo rasta raccolti, maglietta nera a maniche corte con il disegno bianco nella parte anteriore, felpa nera annodata in vita, pantaloni neri.
In particolare si vedano i frame da 002 a 0013 nei quali si vede FA davanti all’auto e ne spicca la figura, l’abbigliamento nero e lo scudo.
Da 0014 a 001 e poi da 0021 a 0055 si notano i particolari della persona di FA descritti poco sopra, in particolare i capelli, l’abbigliamento, ancora lo scudo, la statura e la corporatura.
Il reperto 164-249 contiene anche le immagini di DP [130]: lo si nota sulla sinistra con casco bianco, maglia verde munita di un logo sulla parte sinistra anteriore, una borsa a tracolla, i pantaloni più scuri.
La figura di DP era già stata notata in Piazza Tommaseo con identiche caratteristiche fisiche e di abbigliamento (in particolare il logo sul lato sinistro anteriore della maglietta, cfr. frame 0016) ritratta nel filmato e nei frame del reperto 210 [131].
La foto 17 del reperto 235 [132] mostra una fase della distruzione della Fiat Brava in Via Montevideo.
Sulla destra si vede A che nella mano destra ha una spranga mentre in quella sinistra porta il casco bianco munito della scritta AGV, sul braccio sinistro si nota una protezione avvolta con nastro bianco, in questo momento A sta spaccando con un calcio il vetro posteriore dell’auto.
Dalla parte opposta dell’auto si nota un soggetto parzialmente travisato con capelli raccolti dietro tipo rasta a treccia, porta uno scudo blu munito di nastro da pacchi, ha una scritta sulla maglia, è stato identificato per FA.



La telecamera del traffico GASTALDI [133] indica con precisione l’ora, 13.23, in cui quest’auto è data alle fiamme.
La telecamera punta verso Brignole, sullo sfondo si vedono i TAMBURINI che precedono il corteo del Blocco Nero, a sinistra si nota il primo fumo dell’auto che brucia (ore 13.23.31), poco dopo (ore 13.23.53) si vedono le fiamme, quindi l’auto ne viene completamente avvolta (ore 13.25).
Una conferma di questo orario si trae dalla telefonata di un cittadino al 113 delle ore 13.25.33 [134].
Il reperto 70H 19-OGH538LS [135] mostra al centro dell’immagine immediatamente a destra dell’auto che sta bruciando un soggetto con macchina fotografica e maglia bianca.
Vicino a lui si nota un soggetto con pantaloni verdi con le tasche, felpa scura, guanti di due colori, sotto la felpa spunta una maglia chiara, travisato con fazzoletto rosso (particolare questo del fazzoletto rosso già notato il giorno prima durante la manifestazione dei MIGRANTES), sopra il cappuccio una mascherina bianca, si tratta di VV.
Il reperto 88B scontri 4 [136] mostra ancora l’auto che brucia e, a sinistra in basso sull’attraversamento pedonale, un soggetto con zaino nero sulla schiena, maglietta blu, jeans, scarpe più chiare e un fazzoletto scuro legato al collo che è stato identificato in CC.
A destra dell’auto in fiamme si vede un soggetto con casco blu con inserti gialli, mascherina chiara, maglia verde, bastone con impugnatura bianca, guanto alla mano sinistra, marsupio multitasche, un Kway raccolto a sacca in vita, fuseaux fin sotto le ginocchia, scarponcini: si tratta di CM.
Il reperto 103A DSC0075 [137] mostra A armato di un bastone e munito di una bottiglia tenuta dentro ad un contenitore termico rosso.
A sinistra si vede un gruppo di soggetti vestiti di scuro, davanti a quello con il casco bianco si nota FA che si riconosce per i capelli lunghi raccolti, travisato, disegno bianco sulla parte anteriore della maglietta nera, scarponcini e pantaloni scuri.
In questa immagine si vedono i manifestanti del Blocco Nero che si stanno spostando verso ponente, cioè in direzione della stazione di Brignole (paragrafo 25).
Oltre alla Fiat Brava in Via Montevideo viene danneggiata e poi incendiata [138] una Lancia Y10 tg.
BR79GD di proprietà di AUTO TRAVEL s.r.l., il relativo incendio è visibile nella foto reperto 88D GENOVA 08, nonché nel reperto DANNI SIX RENT 001: la Y10 si trova davanti al civico 17 di via Montevideo ed è ormai completamente bruciata.
Il filmato del reperto 237 [139] mostra (a 002) via Montevideo da mare verso monte, sullo sfondo sono visibili le bandiere dei TAMBURINI all’altezza di via Tolemaide.
Quindi (a 00.04) si vede la Y10 capovolta e i bidoni posti al centro della carreggiata.
Al centro (00.21) si vede A, mentre a sinistra vicino al palo vi è FA di schiena con i capelli raccolti, si gira di profilo e si trova davanti ad un soggetto con la camicia.
Quindi A mette il casco.
A 00.23 vi è l’immagine già vista nel reperto 103A DSC0075: al centro si vede A mentre FA è a sinistra.
I frame dal reperto 237 [140] consentono di notare i particolari già visti: i TAMBURINI e la seconda auto capovolta (001 e 002), mentre nello 003 e nello 007 oltre ad A si vede FA (003 A sulla destra e sulla sinistra FA; 007 A si mette il casco, a sinistra si vede FA di profilo che si trova dietro alla persona non travisata con camicia bianca che si dirige verso la telecamera).
Il filmato contenuto nel reperto 41 [141] mostra il passaggio degli imputati AC e VA in via Montevideo nel contesto dell’incendio delle auto e delle altre devastazioni compiute dai manifestanti del Blocco Nero.
A 00.04 mentre sullo sfondo si notano gli incendi delle due auto, si vede un soggetto vestito con pantaloni rossi e felpa bianca, casco nero, una bottiglia in mano che si vedeva in altri filmati insieme ad A, quindi si vedono due persone in moto che si dirigono verso Via Tolemaide.
La moto è una Vespa di colore blu tg. GE16… ha il bauletto, è priva di scocche.
In seguito questa Vespa verrà vista davanti al DI’ PER DI’ e se ne potrà leggere meglio la targa che è GE 162553, è intestata a LAURIA e risulta rubata quel giorno [142].
Attorno alle 18 AC e VA verranno tratti in arresto mentre circolano su questa stessa moto.
Al momento di questo arresto del 20/7/2001 a VA venne sequestrato un giubbotto antiproiettile.
Nelle immagini del filmato si vede il passeggero della vespa con un’imbottitura corrispondente al giubbotto antiproiettile.
Il successivo 4/12/2002, in occasione dell’esecuzione della misura cautelare a carico di AC, verrà compiuta la perquisizione della sua abitazione e verranno sequestrati una maglietta nera senza maniche che dietro presenta una serie di teschi con tibie, una salopette nera e un Kefir bianco e nero, indumenti corrispondenti a quelli indossati il 20/7/2001 come si vedrà nelle diverse immagini.
I frame del reperto 41 [143] mostrano i particolari dei due uomini in moto: si notano le caratteristiche della maglia con i teschi portata dal conducente (007) che corrisponde alla maglia sequestrata ad AC il 4/12/2002 (cfr. la foto 008 del reperto concernente questo sequestro).
I frame 008 e 009 mostrano lo stesso contesto.
Il filmato del reperto 181-5 Commissione Parlamentare [144] mostra la medesima scena: sullo sfondo l’auto che brucia, mentre (a 00.11) si vedono i due sulla moto che oltrepassano lo spartitraffico e si dirigono lungo via Tolemaide verso Brignole.
I frame di questo stesso reperto [145] oltre al contesto generale dell’auto che brucia e dei due in moto che oltrepassano lo spartitraffico (001 – 003) consentono di dettagliare l’abbigliamento dei due (004- 0010):
- il conducente porta un casco nero, una maglia, una felpa, una salopette scura, scarpe da ginnastica tipo ADIDAS rosse con strisce bianche, sul lato destro un marsupio grigio e azzurro;
- il passeggero ha un casco integrale rosso e bianco, un giubbotto, una giacca da ginnastica blu con strisce bianche nelle maniche, porta dei jeans strappati.
In atti [146] vi è una foto che mostra due persone a piedi all’angolo tra Corso Torino e via D’Invrea, sullo sfondo si nota la farmacia.
Sulla destra tra l’auto e il cassonetto della spazzatura si nota il soggetto con casco nero, salopette nera, maglietta cura senza maniche, disegno bianco nella parte anteriore della maglietta, maschera antigas con due filtri rossi, scarpe rosse con strisce bianche tipo ADIDAS, tiene il piede sopra la ruota di una moto ed è stato identificato in AC.
Davanti a lui si vede VA che porta scarpe in tinta rossa, jeans strappati dietro, casco di tipo integrale, rosso con disegno bianco, imbottitura di colore blu che si nota sotto la maglietta e che corrisponde al giubbotto antiproiettile in seguito sequestratogli, giacca da ginnastica blu con riga bianca.
La foto del reperto 70H CD27 [147] mostra in primo piano alcuni manifestanti con una bandiera del TKB turco.
Sullo sfondo a sinistra si notano alcuni manifestanti che abbattono un bidone per la raccolta differenziata mentre un altro viene dato alle fiamme, si trovano davanti all’imbocco del sottopasso tra Corso Torino e Corso Sardegna.
Quello ritratto è un momento successivo a quello della foto di Corso Torino (n. 005 del DVD AC VA) di cui sopra perché un bidone è già incendiato e l’altro è già stato abbattuto.
Le due foto sono scattate in direzioni opposte, la prima verso mare, la seconda verso monte Nella foto 70H CD27 si notano i due soggetti in moto: il passeggero ha un casco integrale rosso, una felpa blu e i jeans strappati anche sul davanti; il conducente ha una maglia nera senza maniche, scarpe rosse e pantaloni neri.
La moto ha il bauletto ed il parabrezza.
I due sono stati identificati in AC e VA.
Il contesto ritratto nelle immagini è quello del momento in cui i manifestanti del Blocco Nero raggiungono e oltrepassano il sottopasso tra Corso Torino e Corso Sardegna.
Un riscontro temporale viene dato dalla telecamera del traffico SAVONAROLA [148]: alle 14.01 i bidoni posti di traverso sull’attraversamento pedonale di Corso Torino sono già completamente bruciati, quindi a quest’ora i manifestanti del Blocco Nero sono già transitati e all’interno del sottopasso sono già state erette delle barricate.
Le immagini che riguardano AC e VA in questo contesto spaziale sono state pertanto riprese tra le 13.25, ora in cui viene incendiata la Fiat Brava in Via Montevideo e le 14.00, quando i manifestanti del Blocco Nero dopo aver percorso Via Tolemaide sono già transitati attraverso il sottopasso e, seguendo i TAMBURINI, si dirigono verso monte.
Da una comunicazione radio della Sala Operativa delle ore 13.37 [149] si evince che il contingente guidato da GAMMA 14 (il teste LAPI) in quel momento è ancora impegnato nella zona tra via Montevideo e via Dassori contro i manifestanti ivi presenti.
Le immagini del reperto 192-23 [150] sono riprese da Via Dassori e inquadrano Via Crimea, che collega Via Montevideo a Via Tolemaide, quest’ultima si vede sullo sfondo.
A 00.05 il primo soggetto al centro vestito di scuro e con i capelli lunghi è stato identificato per FA.
In queste immagini si vede in alto al centro un’auto e a 00.21 davanti all’auto si nota un soggetto con uno scudo blu in mano, munito di nastro adesivo marrone nella sua parte interna, si tratta sempre di FA che si dirige verso via Tolemaide.
I frame da 001 a 009 di questo stesso reperto consentono di apprezzare i particolari della figura di FA: questi compare (frame 006) travisato, munito di scudo e diretto verso via Tolemaide seguendo il percorso dei TAMBURINI e del Blocco Nero.
Nel frame 007 si vede ancora l’imputato all’altezza della ruota anteriore dell’auto, si notano lo scudo che presenta scotch nella parte interna e i caratteristici capelli rasta.
Quindi (frame 008 e 009) FA supera l’auto.
Nel reperto 164-249B [151] la telecamera si trova in Via Tolemaide e inizialmente (a 00.03) è puntata verso levante cioè verso Corso Gastaldi.
Sulla destra si vede via Crimea e l’auto vicino alla quale nel reperto precedente era stato ritratto FA.
A 00.08 e 00.09 il secondo da destra del marciapiede che collega Via Tolemaide con via Crimea,
travisato con un foulard scuro, maglietta blu, zaino e jeans è CC.
Immediatamente dopo (a 00.10) al centro dell’immagine all’altezza dell’attraversamento pedonale compare un soggetto con maglia nera, disegno bianco nella parte anteriore con scritta, travisato, scudo in mano, felpa legata in vita, pantaloni scuri che è stato identificato per FA.
Le immagini seguenti consentono di apprezzare i dettagli della figura di quest’ultimo: a 00.14 il particolare dell’impugnatura dello scudo, a 00.15 i capelli tipo rasta di FA con felpa legata in vita, a 00.18 la A disegnata con lo scotch sullo scudo.
In queste immagini FA sta seguendo il percorso dei TAMBURINI insieme al resto del Blocco Nero, nel sottofondo si sentono i TAMBURINI fare musica e rumore, sullo sfondo si notano le fiamme dell’incendio della Fiat Brava.
FA e CC si trovano contemporaneamente nella medesima posizione in via Tolemaide all’altezza di via Crimea mentre si stanno spostando in direzione Brignole.
I frame da 0016 a 0037 di questo stesso reperto 164-249B si notano lo scudo (0016 e 0017), la felpa ed i capelli rasta legati dietro (0022 e 0024).
Il film reperto 164-134 [152] mostra sullo sfondo la Fiat Brava che brucia.
A 00.09 si vede CM riconoscibile per il casco, la maglietta verde, il guanto ignifugo sulla mano sinistra, i pantaloni fuseaux sotto al ginocchio.
A 00.10 si notano altri particolari dell’imputata ritratta al centro dell’immagine e sulla destra dell’auto: il bastone con l’impugnatura bianca, il maglione blu legato alla vita, il casco blu.
A 00.11 ancora il marsupio, il Kway legato in vita e in seguito sequestrato alla donna.
(Si tratta di immagini ritratte dopo le 13.25 perché vi si vede l’incendio della Fiat Brava collocato a quell’ora in base alle immagini della telecamera SAVONAROLA).
Si notano numerosi manifestanti appartenenti al Blocco Nero.
A 01.13 si nota la Y10 incendiata in via Montevideo, quindi un soggetto con pantaloni rossi, Kway bianco e casco nero già visto in via Montevideo in compresenza di AC e VA in moto, mentre a 01.29 sulla destra compare B.
I frame da 001 a 0020 del reperto 164-134 [153] consentono di fissare i particolari delle immagini relative a CM che si trova al centro dell’immagine (frame da 002 a 006) e porta il casco blu con inserto, la maglietta verde, il guanto ignifugo, i fuseaux, il bastone, il maglione blu legato alla vita, il marsupio con il Kway anch’esso legato alla cintola (007 e 008).
Nei frame successivi (0010, 0011, 0012, 0016 e 0017) ancora la CM travisata con un foulard viola ma riconoscibile per il casco, la maglia verde, legato in vita il maglione blu, il casco con inserti gialli, la mascherina trasparente non indossata, il bastone con impugnatura bianca, i fuseaux, gli scarponcini e le calze scure.
Il frame 0020 mostra al centro dell’immagine e a destra dell’auto in fiamme B con la maschera antigas, il casco blu, il giubbotto, guanti rossi, una spranga e sulla destra un oggetto tipo militare.
A sinistra dopo l’auto si vede il soggetto con pantaloni rossi, casco nero e Kway bianco, travisato già visto nelle immagini che mostravano AC e VA in moto in via Montevideo.

25. Le deposizioni relative al percorso dei manifestanti da Via Montevideo a Corso Torino.
Il teste Giacomo AMADORI ha ricordato come in Via Montevideo i manifestanti del Blocco Nero abbatterono dei cassonetti costruendo con essi delle barricate e distrussero alcuni negozi ed auto.
In particolare aveva notato un ragazzo basco con la maglia da marinaio che aveva aperto la portiera della Fiat Brava, messo in moto il motore e acceso lo stereo a tutto volume, quindi con il sottofondo della musica altissima aveva dato fuoco ai sedili posteriori dell’auto aiutato in questo da due altri manifestanti. L’incendio si era poi propagato all’intero veicolo che si trovava poco prima dello spartitraffico per entrare in Via Tolemaide.
Altri avevano incendiato una Y10.
Un negozio di articoli per ufficio era stato pesantemente danneggiato, i suoi computer e mobili erano stati gettati sulla strada.
Le barricate erano state incendiate, intorno sventolavano bandiere rosse dei Comunisti Combattenti Turchi T.K.B.
Nel frattempo i TAMBURINI si erano seduti sullo spartitraffico tra Via Tolemaide e Corso Gastaldi e ci fu un attimo di tranquillità.
Il teste si sedette a fianco dei TAMBURINI ed assistette ad un conciliabolo sulla direzione da prendere, se cioè verso ponente e la Zona Rossa o verso il Carlini e gli altri manifestanti.
AMADORI riuscì a parlare con una ragazza dei TAMBURINI era tedesca e parlava inglese; egli identificò i capi di questo gruppo come ragazzi stranieri molto giovani, uno aveva la testa scoperta, un altro la felpa con un cappuccio, guidavano il gruppo dandogli la direzione e facendolo partire al loro comando.
Il clima non era molto teso, in altri termini non vi era un fuggifuggi, erano circa le 13 e non si vedeva ancora il corteo delle TUTE BIANCHE.
I TAMBURINI partirono insieme al corteo in direzione ponente facendo musica e arrivarono all’altezza della galleria tra Corso Torino e Corso Sardegna, era un momento abbastanza tranquillo, c’era una telecamera, loro si lasciavano riprendere.
Anche il teste Marco PREVE aveva seguito il grosso della folla mentre da Piazza Tommaseo si spostava verso Corso Montevideo, altri gruppi invece si erano diretti verso Via Montesuello o Via Nizza.
I manifestanti avevano percorso Via Montevideo e, arrivati all’incrocio con Corso Gastaldi e Via Tolemaide, si erano fermato per parecchio tempo.
Era circa l’una, l’una e un quarto.
In Via Montevideo vennero incendiate un paio di auto, una delle quali, parcheggiata in Via Montevideo era stata spostata fino a Via Tolemaide e qui incendiata.
Dopo la breve sosta il corteo si era mosso con calma verso l’incrocio con Corso Torino preceduto dai TAMBURINI, questi ultimi portavano una sorta di divisa, erano vestiti di nero e muniti di caschi o elmetti, maschere e tamburi, suonavano una marcia.
Attraverso le strade laterali si sentivano le sirene della polizia e attorno c’era una situazione di guerriglia, si vedevano fuochi e spostamenti delle FF.OO..
Il corteo del Blocco Nero a volte sembrava ingrossato a volte al contrario più piccolo, nella sostanza il numero dei partecipanti pareva al teste rimanere invariato.
La parte preponderante dei manifestanti era straniera, ma c’erano anche degli italiani.
Giulietto CHIESA ha riferito di aver assistito all’incendio di due auto, una in Via Montevideo e l’altra all’incrocio con Corso Gastaldi.
Quando egli vi arrivò la strada era quasi deserta, non vi erano scontri in atto e non si vedevano né dimostranti né appartenenti alle Forze dell’Ordine.

26. Come si è visto, seguendo il gruppo dei TAMBURINI i manifestanti del Blocco Nero scendono lungo via Tolemaide e raggiungono il sottopasso tra Corso Torino e Corso Sardegna.
Il reperto filmato 151-27 [154] mostra (00.48 e ss.) CM a ridosso dei TAMBURINI (si vedano in particolare i frame da 001 a 004 di questo reperto [155]).
Analoga immagine si trova nella foto reperto 232 DIGOS –3 (83) [156].
In altri reperti (frame da 0016 a 0037 del reperto 164-249 [157] e filmato reperto 164-134 [158]) si sono visti CC e FA poco dietro i TAMBURINI.
Durante il percorso i manifestanti danneggiano e saccheggiano parzialmente il distributore ERG di Via Tolemaide [159].
Il reperto 133 foto 8 [160] inquadra al centro dell’immagine durante il danneggiamento del distributore il soggetto A, alla sua sinistra VV (con felpa blu munita di disegno sulla schiena e travisato da un fazzoletto rosso), oltre ad un altro soggetto (casco blu con striscia rossa, felpa rossa, zaino militare, pantaloni militari) che segue il gruppo CM fin dal cantiere di Piazza Savonarola.
A sinistra, all’altezza della scritta ERG si vede uno scudo blu e bianco con la A di anarchia, che si è visto essere nella disponibilità di FA.
Quest’ultimo è stato filmato in possesso di questo scudo anche in altre immagini relative al suo passaggio in Via Tolemaide [161].
Il reperto 164-244 [162] mostra i TAMBURINI ormai giunti all’altezza del sottopasso, tra gli altri si notano E con il Kefir bianco e rosso e due altri soggetti (uno con maglia verde, casco bianco, pantaloni scuri e travisato con fazzoletto verde, l’altro con casco giallo, maglia rosa e zaino nero) già visti in Piazza Paolo da Novi, in Corso Torino e in Piazza Tommaseo.
Le immagini del reperto 143-116 [163] inquadrano il momento in cui i TAMBURINI seguiti dai manifestanti oltrepassano il sottopasso ferroviario tra Corso Torino e Corso Sardegna.
All’imbocco del tunnel sulla sinistra seduto su di una moto si nota DP con casco bianco di tipo spagnolo, maglia verde con piccolo logo sul lato sinistro, pantaloni scuri, scarpe beige (00.15).
Poco dopo sulla destra si vede anche il soggetto B.
DP si nota anche nel secondo spezzone del medesimo filmato e nei frame da 001 a 0015 di questo stesso reperto.
Lo scooter sul quale viene fotografato DP è scura, munita di parabrezza e di un porta bauletto sulla sinistra, si tratta di una moto YAMAHA targata AJ 83816.
Essa risulta intestata a DMA, convivente dell’imputato DP.
Altri reperti riguardano il momento del passaggio del tunnel, tra i manifestanti si riconoscono CC e DP.
Il reperto 224 CD 21-067-1 [164] mostra DP a bordo della moto a destra dell’immagine, mentre CC è nelle prime file del sottopasso a sinistra quasi al cento della galleria e lo si vede a destra di un soggetto travisato e con un bastone in mano.
CC è travisato, si nota lo spallaccio dello zaino scuro, le scarpe beige, tiene in mano due bottiglie di vetro. in mano
Il reperto 224 CD 21-069-1 [165] mostra a sinistra, davanti al soggetto in primo piano con camicia chiara e travisato, CC di spalle con zaino nero, maglietta blu, jeans e scarpe più chiare.
Il reperto 224 CD 21-068-1 [166] mostra DP dietro al soggetto con la telecamera in mano in primo piano: l’imputato è sopra uno scooter, porta un casco bianco ed una maglia verde.
Le immagini del passaggio del tunnel da parte dei manifestanti del Blocco Nero contenute nel reperto 143-116 vanno collocate cronologicamente in un momento anteriore alle 14.01 quando la telecamera del traffico SAVONAROLA (reperto 57A clip 80) mostra all’altezza dell’attraversamento pedonale di Corso Torino alcuni bidoni già completamente bruciati e il sottopasso completamente sgombro di persone.
Alle 14.01 dunque tutti i manifestanti del Blocco Nero hanno già abbandonato il sottopasso e la barricata costruita immediatamente a monte di questo e si sono allontanati verso Piazza Giusti.

27. I danneggiamenti in Corso Sardegna, Via Archimede e Piazza Giusti.
A monte del sottopasso ferroviario la strada prosegue diritta con il nome di Corso Sardegna fino ad incrociare sulla sinistra Via Archimede (che si trova in posizione leggermente diagonale e anch’essa proveniente dalla direzione del mare e da un sottopasso ferroviario) e poi a sboccare in Piazza Giusti.
In queste vie vengono danneggiati diversi edifici, infrastrutture ed alcune auto: l’Ufficio Postale sito al civico 2 di Corso Sardegna [167], quello della Motorizzazione Civile al n. 4, le vetrate del negozio MODAUTO al n. 6, le vetrate del quotidiano Corriere Mercantile, l’Agenzia n. 14 del Credito Italiano di Corso Sardegna 109 r [168].
In Via Archimede viene saccheggiato il distributore IP sito al n. 177 r, all’angolo con Corso Sardegna [169].
I manifestanti asportano delle tavole che erano state messe a protezione dell’Ufficio Postale e con esse costruiscono delle barricate all’imbocco del sottopasso lato Corso Sardegna cui danno fuoco.
In questo contesto si riconoscono FA, CM, UD, MI, VV, CC oltre ai soggetti A ed E.

28. Le immagini relative al passaggio dei manifestanti del Blocco Nero in Corso Sardegna.
I manifestanti oltrepassano il sottopasso ferroviario e si trovano già in Corso Sardegna alle 13.43.
La telefonata di un cittadino segnala al 113 alle ore 13.43.11 i danni agli uffici della Motorizzazione Civile di Corso Sardegna [170], un’altra delle 13.48.40 [171] è relativa ai danni al Corriere Mercantile, all’Ufficio Postale e al distributore di benzina, nonché all’incendio di alcune auto ed all’erezione di barricate.
Il filmato reperto 164-244 [172] mostra Corso Sardegna all’altezza del civico 2, cioè dell’Ufficio Postale.
Nelle prima immagini si notano due soggetti già visti tra gli appartenenti al Blocco Nero fin da Piazza Paolo da Novi: un soggetto con il casco giallo e la maglietta rosa e un soggetto con casco bianco, maglietta verde senza maniche, pantaloni scuri (00.06 e 00.29).
I manifestanti asportano delle tavole poste a protezione dell’Ufficio Postale e costruiscono delle barricate all’imbocco del sottopasso lato Corso Sardegna.
Sullo sfondo a destra (a 00.44) compare un soggetto con uno scudo blu in mano: si tratta di FA.
Quindi viene inquadrato il distributore IP che sarà danneggiato e saccheggiato dai manifestanti e poi (a 0053) a sinistra all’altezza del muro compare un soggetto con il casco blu, la maglietta verde, i fuseaux neri ed un bastone in mano: si tratta di CM.
Poco dopo (a 01.12) i manifestanti sono ormai giunti in Piazza Giusti dove scardinano le saracinesche del DI’ PER DI’ sito al civico 17.
I frame da 001 a 0019 del reperto 164-244 [173] mostrano nel dettaglio i partecipanti a questa fase delle devastazioni.
Nel frame 004 il primo a destra, parzialmente travisato con un Kefir bianco e rosso, maglietta scura e jeans è stato individuato nel soggetto E del gruppo CM.
Nei frame da 007 a 0011 si vede FA: 009 questo imputato è al centro dell’immagine in secondo piano, si nota il travisamento del viso, i capelli lunghi tipo rasta annodati all’indietro, la felpa nera, la maglietta scura con un disegno chiaro sul davanti e lo scudo blu e bianco.
I frame 0010 e 0011 mettono meglio a fuoco i particolari già notati in questa figura.
Nei frame 0012, 0013 e 0014 compare la CM che si trova in alto all’altezza del marciapiede: si notano il casco, la mascherina antipolvere bianca, la maglietta verde a maniche corte, il Kway chiuso a marsupio, i fuseaux neri.
Il frame 0015 mostra la distruzione ed il saccheggio del distributore IP.
I frame 0016 e 0017 ritraggono la zona prospiciente il civico 45 di Via Archimede, sita davanti al distributore IP, sullo fondo si notano le vetrine del Corriere Mercantile.
Sulla destra dietro al soggetto travisato in primo piano si vede di spalle ancora la CM, mentre a sinistra vi sono tre soggetti: quello al centro dell’immagine, caratterizzato dalla maglia bianca, la mascherina antipolvere, lo zaino portato sul davanti è stato identificato in UD.
Al fianco di UD si nota un altro soggetto non molto nitido con maglia grigia.
Si ricorda che nei propri spostamenti UD è seguito da una ragazza che indossa una maglia grigia, jeans e che viene identificata in MI, tipo di abbigliamento che pare corrispondere a quello del soggetto ritratto vicino ad UD nei frame 0016 e 0017.
In altre immagini relative a questa fase e a questa zona sono stati ritratti sia UD sia la MI.
Il frame 0019 mostra sullo spigolo del palazzo ancora UD a alla sua destra la CM di spalle.
Il reperto 164-249 [174] mostra la contemporanea presenza di UD e MI in questa zona.
Sullo sfondo si nota l’Ufficio Postale, a sinistra compare un soggetto che porta sul davanti uno zaino rosso e blu con una striscia bianca, è travisato con una mascherina antipolvere bianca e porta una protezione di gommapiuma all’avambraccio sinistro e tiene una pietra nella mano sinistra:
questi è stato identificato in UD.
A 00.10 al centro si nota un soggetto con maglia grigia a maniche corte, jeans scuri, mascherina antipolvere bianca, si tratta della MI.
I due appaiono nel medesimo contesto in cui i manifestanti danneggiano, tra l’altro, anche la pensilina dell’autobus.
I frame da 001 a 0020 del reperto 164-249 [175] consentono di apprezzare meglio i particolari delle figure dei due imputati.
Nel frame 001 al centro della foto sopra al marciapiede rosso, a destra di un soggetto con la maglia nera si vede UD, caratterizzato dallo zaino portato sul davanti, la mascherina antipolvere, i pantaloni verdi bermuda, la maglia bianca, che si sta spostando verso le poste.
Il frame 003 mostra ancora UD che sul marciapiede in secondo piano si sta dirigendo verso le Poste, ha la maglia bianca e la mascherina.
Nel frame 005 si nota all’estrema destra in piedi all’altezza dell’Ufficio postale ancora UD con la maglia bianca e la mascherina è UD, mentre seduto si nota il soggetto E del gruppo CM.
Il frame 007 mostra davanti allo spigolo del palazzo delle Poste un soggetto con uno scudo blu e la A di anarchia, si tratta di FA, immediatamente alla sua sinistra si vede UD e seduto sul marciapiede vicino a FA si vede E.
I frame da 008 a 0014 mostrano ancora UD che si sposta da destra verso sinistra.
Il teste ZAMPESE ha ricordato che, durante la perquisizione compiuta presso l’abitazione di questo imputato in data 4/12/2002 in occasione dell’esecuzione della misura cautelare personale, vennero posti sotto sequestro un paio di scarpe identiche a queste, un paio di pantaloni verdi tipo bermuda con tasconi laterali e lo zaino ritratti in queste immagini [176].
Nei frame da 0012 a 0014 si possono apprezzare la protezione di gommapiuma sul braccio sinistro e la pietra tenuta nella mano sinistra di UD.
I frame da 0015 a 0020 mostrano il sopraggiungere della MI dal centro verso la destra dell’immagine: la donna porta una maglia grigia ed una maschera antipolvere bianca e si dirige verso monte, cioè verso Piazza Giusti.
La donna tiene in mano un rotolo di nastro (0018), porta in vita un maglione verde, un borsello a tracolla sul lato destro, indossa occhiali da nuotatore, ha entrambi gli avambracci avvolti in protezioni fasciate con nastro adesivo.
La MI si vede anche nel frame da 0012 a 0014 al centro dell’immagine e in posizione statica rivolta verso le Poste.
Il filmato del reperto 164-249 [177] relativo a questa fase mostra, da 00.15 in poi, all’altezza dello spigolo del palazzo delle Poste e davanti al motorino al centro dell’immagine, un soggetto di spalle con capelli rasta, vestito di nero che tiene in mano uno scudo blu con il pentagono bianco e la A rossa, soggetto che è stato identificato in FA.
I frame da 0038 a 0055 del reperto 164-249 [178] consentono di apprezzare i particolari della figura di FA ritratto in questo contesto.
Nel frame 0038 FA con lo scudo in mano è il secondo da destra, capelli rasta legati dietro, maglietta nera, felpa nera legata in vita, pantaloni scuri.
Nel frame 0039 FA si trova a destra vicino ad altri soggetti travisati, in questo momento i manifestanti stanno asportando le tavole dalle vetrate delle Poste e FA osserva la scena.
I frame da 0040 a 0050 ritraggono l’imputato nella medesima posizione, a terra si vedono le tavole asportate che verranno usate per costruire le barricate all’ingresso del tunnel
Da 0051 a 0055 FA si vede ancora all’altezza dell’Ufficio postale e davanti dello spigolo del palazzo, vicino a lui si vede il soggetto E.
I manifestanti hanno tolto le assi che proteggevano l’Ufficio postale, rotto le vetrate, sono entrati e hanno provocato gravi danni che si possono apprezzare sia nel reperto 235 foto 18 [179] sia nelle altre foto relative [180].
Il reperto 70H OGGRZ14T [181] mostra alcuni manifestanti travisati che spostano un cassonetto mettendolo al centro della carreggiata in direzione del tunnel, il cassonetto contiene le assi di legno asportate all’Ufficio Postale.
La foto è scattata all’altezza dell’Ufficio Postale in direzione levante, sullo fondo si vede un muro che è costruito davanti alle poste.
La foto mostra tra gli altri gli imputati FA e VV.
Il primo a destra, apparentemente non interessato al movimento del cassonetto, è VV con pantaloni verdi tipo militare muniti di tasconi, nella mano sinistra tiene un bastone, nella mano destra ha una bottiglia di vetro, porta una felpa con cappuccio ed un disegno nella parte posteriore, dalla felpa spunta una maglietta bianca, ha guanti gialli con inserti blu e scarpe beige.
Davanti alla macchina gialla sulla sinistra delle tavole che spuntano dal bidone, il quarto da destra è FA riconoscibile per i capelli rasta, la lunga coda capelli annodati dietro, travisato, dietro il braccio si vede lo scudo, sull’avambraccio sinistro si nota un tatuaggio.
FA è intento a spingere il cassonetto insieme ad altri manifestanti.
Il reperto 100 frame 2107_006 [182] contiene un’immagine scattata dal sottopasso verso monte: al centro dell’immagine si vede il soggetto C con casco arancione, giubbotto blu a maniche più scure e pantaloni verdi.
Si vedono delle barricate formate da una campana per la raccolta differenziata, da un bidone e da alcune delle tavole asportate alle Poste, materiale già visibile nella foto reperto 70H OGGRZ14T di cui sopra.
Dietro la campana verde si vede un bidone in ferro ribaltato con delle assi poste di traverso, l’ostacolo a destra è costituito da tavole già viste nel frame 0050 del filmato 164-249.
Le tavole saranno trasportate all’altezza del tunnel.
Il reperto 70H OGGS81LS [183] è una foto scattata dall’interno del tunnel verso monte, mostra le barricate costruite all’altezza dell’imbocco del tunnel per ostacolare il passaggio delle FF.OO..
Sulla destra dell’immagine, proprio sopra lo spigolo destro delle tavole e vicino ad una bandiera rossa, si vede lo scudo blu con l’insegna A di anarchia che è nella disponibilità di FA.
Le bandiere rosse sono quelle del TKB con falce martello e mitra che erano già state fotografate anche a valle del sottopasso.
A sinistra della foto, vicino alla pensilina dell’autobus e sotto la scritta IP si vede di spalle il soggetto B che indossa il casco blu con striscia rossa e tiene nella mano sinistra una bottiglia di alcool.
Il reperto 100 2107 005 [184] mostra un primo piano della barricata all’imbocco del tunnel.
Tra i manifestanti si nota un soggetto con casco giallo e maglia rosa già fotografato più volte.
A destra vicino alla prima bandiera rossa si vede lo scudo blu con la A di FA.
Queste immagini sono anteriori alle ore 14.01 quando, come si è visto, la telecamera del traffico SAVONAROLA [185] mostra che tutto il Blocco Nero ha ormai oltrepassato il tunnel e la barricata e si è allontanato verso Piazza Giusti.
La foto reperto 163 001 [186] mostra lo spostamento verso monte dei manifestanti in Corso Sardegna e si nota il civ. 45 di Via Archimede già visto nel reperto 100 2107 005.
In seconda corsia sulla destra del soggetto con il Kway azzurro si vede CM che porta il casco con inserti gialli, la mascherina antipolvere bianca, la maglietta verde, il maglione blu in vita, i fuseaux neri, il marsupio raccolto sul lato destro, il guanto ignifugo sulla mano sinistra, gli scarponcini con calze scure già visti e in mano tiene il bastone parimenti già fotografato.
A destra dell’immagine si nota un soggetto con casco giallo e maglietta blu cobalto già visto presso il Credito Italiano.
In basso dietro al palo della luce con cartello giallo c’è un gruppetto di soggetti che cammina: uno di essi indossa un casco integrale, ha la maglia verde o scura a maniche lunghe con un disegno nella parte anteriore.
Quest’ultimo soggetto sarà nuovamente ritratto in circonvallazione a monte via Recco vicino a VV e insieme ad altri manifestanti del Blocco Nero.
La foto reperto 163 004 [187] mostra sullo sfondo a destra il negozio MODAUTO al civico n. 6 di Corso Sardegna.
Il terzo soggetto da sinistra cammina lungo la strada, è travisato con un fazzoletto scuro ed è stato identificato in CC.
Questi porta uno zaino nero sulle spalle, una maglietta a maniche corte blu con riga orizzontale (questo particolare si ritrova nella maglietta indossata da CC nel foto segnalamento effettuato a Bolzaneto il 21 luglio dopo il suo arresto), nella mano destra tiene una pietra.

29. I testi relativi al passaggio dei manifestanti in corso Sardegna.
Gianluca SCADUTO, giornalista, aveva visto un centinaio scarso di persone che avevano attraversato il tunnel della ferrovia erigendovi fragili barricate.
Questi erano vestiti in parte di nero, alcuni erano anche travisati, parlavano sia in italiano sia in lingua straniera il “nocciolo duro” o “gruppo organizzato” era composto da circa 30 persone ed agiva sistematicamente erigendo le barricate, altri sembravano essersi uniti a loro, i manifestanti erano accompagnati dai TAMBURINI.
Il teste assistette di persona all’assalto compiuto contro l’Ufficio Postale di corso Sardegna tra le 13.30 e le 14, a quello contro il distributore di benzina della IP posto all’angolo tra Corso Sardegna e Via Archimede che venne devastato a sprangate e poi al saccheggio del Dì per Dì di Piazza Giusti.
In Corso Sardegna il teste vide manifestanti del Blocco Nero danneggiare alcune vetture (tra le quali una Espace) parcheggiate di fronte all’Ufficio Postale.
Durante queste azioni il teste non vide le Forze dell’Ordine contrastare i Black Block.
Giacomo AMADORI assistette all’attacco a due distributori, uno posto in Via Tolemaide e l’altro in Corso Sardegna vicino alla sede del Corriere Mercantile.
Ha ricordato che a questo punto la consistenza del gruppo era molto minore rispetto a quella esistente in piazza Tommaseo: il gruppo era costituito quantitativamente da 100/300 persone, come quando lo aveva visto all’inizio in Corso Buenos Aires, ma ora era mischiato, non vi erano soltanto persone che apparivano essere Black Block.
Questi conducevano una guerriglia delle truppe leggere, diversa da quella del pomeriggio seguente, il gruppo appariva agile si poteva muovere velocemente, colpendo e scappando senza nessun rischio.
Il distributore subì un attacco corredato da un tentativo di incendio, quindi vennero realizzate delle barricate usando anche un furgoncino.
Queste barricate erano poste verso il sottopasso per impedire l’arrivo della Polizia, nella galleria il fuoco provocava fumo, era difficilissimo per la Polizia entrarci.
Marco PREVE ha ricordato la devastazione dell’Ufficio Postale di Largo Archimede e qualche danno anche in Piazza Giusti: “c’era un accanimento sulle vetrate” con l’uso di spranghe, lungo la strada c’erano dei falò e dei cassonetti bruciati.
Qualcuno aveva incendiato alcuni cassonetti nel sottopassaggio.
Il teste seguiva i movimenti del Blocco Nero cercando di rimanere nella parte anteriore del gruppo e ha ricordato come all’incrocio con Corso Torino la svolta verso Marassi era stata quasi obbligata perché verso il mare si vedeva la Polizia; questa svolta si ebbe tra le 13.30 e le 14.00.
L’Ufficio Postale era vuoto e protetto da assi di legno, queste vennero scardinate e alcuni ragazzi travisati e vestiti di nero entrarono nei locali.
La situazione era dinamica e la gente si muoveva di corsa.
Anche le vetrate della sede del Corriere Mercantile erano state danneggiate.
Angelo VIGNOLO titolare del distributore IP di Via Archimede arrivò quando l’impianto era già stato danneggiato e assistette ad alcuni scontri tra i Black Block e le Forze dell’Ordine.
In particolare vide una cinquantina di persone che si spostavano da Piazza Giusti verso Corso Sardegna rompendo le vetrine e le insegne dei negozi e si trovava vicino al Dì per Dì quando questo venne devastato, addirittura alcune persone andarono da lui a chiedere un cavatappi per aprire le bottiglie rubate.

30. L’assalto ed il saccheggio del Dì per Dì di Piazza Giusti.
Proseguendo verso monte Corso Sardegna attraversa Piazza Giusti dove venivano danneggiati diversi esercizi commerciali tra cui un supermercato della catena Dì per Dì posto al n. 17 r che era stato chiuso verso le 12 [188] e che venne aperto, devastato e completamente saccheggiato.
La telefonata di un cittadino al 113 consente di collocare alle ore 13.56.01 [189] questa parte dei fatti; la Sala Operativa decide di inviare il contingente comandato dal Dr. GAGGIANO (Gamma 3) in Via Archimede ma questi risponde di non potersi muovere “perché c’è la massa dei manifestanti proprio lì” [190].
Più tardi alle 14.29.41 la Sala Operativa ordina al Dr. MONDELLI (Gamma 11) di portarsi velocemente in Piazza Giusti [191]
I manifestanti del Blocco Nero si trattengono presso il Dì per Dì per alcuni minuti distruggendolo completamente e saccheggiandolo, poi verso le 14.04 si allontanano verso Ponte Castelfidardo e Via Canevari mentre altre persone completano il saccheggio dell’esercizio commerciale.
Nelle immagini si notano tra gli altri gli imputati CM, FA, VV, UD, CC, DP, MI, oltre ai soggetti A ed E.
AC e VA si vedono prima passare in quell’area, quindi davanti al Dì per Dì si nota ferma la Vespa blu da loro usata e si vedono i due imputati a piedi.
Le immagini.
Rilevano innanzitutto le immagini della telecamera del traffico GIUSTI [192] che alle ore 13.57.05 riprendono i manifestanti del Blocco Nero sulla piazza, sulla sinistra se ne notano alcuni all’altezza del civico 17 r corrispondente al supermercato.
Tra gli altri si nota il soggetto A all’altezza del passaggio pedonale e della piazzola spartitraffico.
Vanno esaminati alcuni frame del reperto 163 Airoldi, foto riprese da un balcone.
Il frame 001 [193] mostra i manifestanti del Blocco Nero che si spostano verso la parte a monte di Corso Sardegna, al centro si nota CM, riconoscibile per il casco blu, la maglia verde a maniche corte, i fuseaux, le scarpe scure.
Il frame 004 [194] mostra sulla sinistra CC travisato dal fazzoletto scuro che si sta portando verso Piazza Giusti.
Il frame 006 [195] ritrae Piazza Giusti nel momento dell’assalto e del saccheggio al Dì per Dì da parte dei componenti del Blocco Nero, all’incrocio tra Corso Sardegna e Piazza Giusti si vede un soggetto, già osservato in precedenza, con maglia rosa e casco giallo non indossato che sta bevendo, si notano anche VV, UD e FA, oltre ai soggetti A ed E.
Al centro dell’immagine, all’altezza dello spartitraffico e dell’attraversamento pedonale dietro ai cartelli stradali si vede un soggetto vestito di nero con scudo blu e bianco in mano, capelli lunghi tipo rasta legati dietro e maglietta nera, questi è stato identificato in FA.
A sinistra si vede il soggetto A e al suo fianco sulla destra si vede VV con un bastone in mano, felpa blu con cappuccio, fazzoletto rosso, pantaloni verdi, guanti gialli con inserti in tela blu e gialli, scarpe beige.
I due si trovano all’altezza del Dì per Dì.
Più avanti di schiena si nota E abbigliato con Kefir bianco e rosso, maglietta scura a maniche corte, jeans.
Il soggetto E era già stato visto vicino a FA all’altezza delle Poste di Corso Sardegna durante la distruzione di queste (reperto 164-249).
Più a destra si vede un soggetto con casco blu già visto insieme a UD e FA vicino alle Poste (nel reperto 70H OGGSRS questo soggetto con casco blu si trova dietro le barricate e alla sua destra si vede lo scudo di FA).
Queste persone evidentemente seguono lo stesso percorso e si ritrovano in Piazza Giusti subito dopo Corso Sardegna.
Ancora: il primo soggetto in basso sull’estrema sinistra della foto è UD.
Questi indossa una maglia bianca con un disegno dietro, porta occhiali da vista, si nota una mascherina antipolvere non indossata, porta pantaloni verdi, in questo fotogramma sta guardando in direzione del Bisagno, cioè verso ponente.
Altri frame [196] mostrano la barricata eretta allo sbocco nord del sottopasso ferroviario, quindi l’assalto al Credito Italiano Agenzia 14 di Corso Sardegna 109 r.
Si può osservare che le diverse foto del reperto 163 sono scattate in sequenza cronologica e in momenti molto ravvicinati.
Infatti si nota la contestuale presenza dei medesimi soggetti.
Dalle riprese della telecamera GIUSTI è noto che i manifestanti del Blocco Nero rimangono in Piazza Giusti dalle 13.56 alle 14.04 per poi dirigersi verso Via Canevari.
Il reperto 164-249 [197] di Luna Rossa mostra alcune fasi del saccheggio del Dì per Dì.
A 03.32 si vede sopraggiungere sulla sinistra dell’immagine CM, riconoscibile nel fermo immagine per i particolari relativi al casco blu, alla maglietta a maniche corte e ai fuseaux a metà ginocchio.
Il teste ZAMPESE ha descritto queste come le fasi iniziali della devastazione del supermercato, vi sono alcuni manifestanti che, dopo aver divelto le saracinesche, iniziano ad appropriarsi dei generi alimentari.
A 02.14 si vede passare una moto con due persone a bordo identificate per AC e VA.
Il reperto 120 Piazza Giusti scontri RP27 [198] consente di individuare nei pressi del Dì per Dì di Piazza Giusti diversi manifestanti del Blocco Nero già visti in precedenza:
A sinistra il terzo soggetto quasi coperto da un altro con camicia grigia a quadri bianchi è A e si è visto dalle immagini della telecamera GIUSTI che A si trova in questa Piazza alle 13.57.
Il soggetto davanti ad A era già comparso con alcune bandiere del TKB nelle immagini relative ad AC (cioè nel reperto 70HCD27) poco prima del sottopasso tra Corso Torino e Corso Sardegna [199].
Ancora, si nota un soggetto con pantaloni rossi, Kway bianco e casco nero già visto vicino ad A e agli altri del Blocco Nero in via Tolemaide e in via Montevideo.
Nella foto reperto 120–DSCF0148 [200] si vede sul palazzo a sinistra si nota l’insegna del Dì per Dì e sono ritratti alcuni manifestanti mentre entrano nel supermercato.
A sinistra davanti ad un soggetto con felpa verde si vede la Vespa blu senza scocche laterali, tg GE 162553 e intestata a LAURIA Marco.
Alle successive ore 18 questa moto risulterà in possesso di AC e VA nel momento del loro arresto.
In questa foto si vede un soggetto chinato verso la Vespa, che indossa un casco nero, una maglia nera senza maniche, dei pantaloni che fanno parte di una salopette, un kefir bianco e nero dietro alla felpa e scarpe rosse tipo Adidas con strisce verticali bianche.
È stato identificato in AC.
Alla sua destra si vede FA vestito di nero, capelli lunghi rasta legati dietro, una felpa nera annodata in vita, pantaloni scuri, scarponcini e braccialetto al polso sinistro.
L’imputato tiene in mano lo scudo blu con il disegno bianco della CHRYSLER, si vede la parte interna dello scudo e si nota come l’impugnatura è formata con nastro e legno.
Guardando verso il Dì per Dì e seguendo il marciapiede, a sinistra di FA si vede il soggetto E seduto sul marciapiede, porta una maglia scura e dei jeans strappati e leggermente sporchi di sangue.
Nella parte inferiore della foto si vede un gruppo di persone sedute a terra all’altezza dello STOP, sono le medesime visibili in quella posizione anche nella foto del reperto 163 006.
Il reperto 120 Piazza Giusti Scontri RP 15 [201] mostra ancora i soggetti seduti in Piazza Giusti.
Al centro si nota FA con lo scudo in mano, mentre E è seduto sul marciapiede come nella foto precedente.
Sotto l’insegna gialla del supermercato, vicino ad una donna si vede CC, mentre sulla destra c’è un soggetto con casco blu già visto davanti alle Poste.
Il reperto 120 Piazza Giusti Scontri RP 13 [202] mostra AC, FA e CC nel medesimo contesto: sulla sinistra si vede la Vespa di LAURIA e vicino alla stessa AC con i particolari delle scarpe e del kefir dietro la schiena, al centro si nota FA con in mano lo scudo e alla sua destra sotto l’insegna gialla c’è CC vicino ad una donna.
Si tratta dunque di immagini molto ravvicinate nel tempo.
Il reperto 120 DSCF0143 [203] inquadra in primo piano a sinistra la vespa di LAURIA e vicino ad essa AC vestito di nero: casco nero, maglietta nera senza maniche con alcuni disegni bianchi sia sul davanti sua nella parte posteriore, pantaloni neri con salopette munita di marchio nella parte posteriore all’altezza della vita, un kefir reticolato bianco e nero, l’imputato è chinato sul veicolo, a terra tra lui e la moto si vede una bottiglia di vino.
Alla destra di AC vi è un soggetto con casco bianco, maglietta verde con un logo bianco sul lato sinistro, pantaloni scuri e scarpe tinta cuoio: si tratta di DP che tiene in mano una bottiglia di vetro e si trova proprio davanti all’ingresso del Dì per Dì.
Dietro a DP si vede CC nella posizione già vista nelle precedenti foto.
Il reperto 120 Piazza Giusti Scontri RP 20 [204] mostra sulla destra un soggetto con maglietta grigia, dei paracolpi di gommapiuma sull’avambraccio, una mascherina, occhiali rotondi da nuoto, un maglione verde legato in vita, si tratta di MI.
Alla sua sinistra si vede un soggetto con occhiali da vista, mascherina antipolvere non indossata, maglietta bianca con scritta rossa, pantaloni verdi con tasca tipo bermuda, scarpe da ginnastica blu con suola bianca e strisce laterali beige, tiene in mano una lattina ha lo zaino dentro ad un carrello e si identifica in UD.
Questo ed altri carrelli provengono dall’interno del Dì per Dì.
Vicino ad UD e MI si può notare un soggetto travisato con un telo o maglietta blu, rossa e bianca che viene più volte fotografato vicino ai due imputati ad esempio in Piazza Tommaseo (reperto 49 foto 38).
Al centro di questa immagine si nota un soggetto con casco blu e alla sua destra se ne vede un altro con il casco bianco integrale già notato sia nel reperto 120 DSCF0143 (che mostra anche AC, DP e CC) sia nel reperto 120 Piazza Giusti scontri 015 (che mostra anche CC e FA).
Si deve desumere che la foto ora in esame n. 20 del reperto 120, che inquadra UD, MI e il soggetto col casco bianco sia concomitante alle altre del medesimo reperto perché il soggetto con il casco bianco si trova sempre nella medesima posizione.
Quindi UD, MI, AC, FA e CC si trovano contemporaneamente nel medesimo contesto spaziale, cioè davanti o nei pressi del supermercato saccheggiato.
All’evidenza si tratta per quelle viste da ultimo di foto scattate in un momento corrispondente alla fase iniziale della devastazione del supermercato, tra le 13.56 e le 14.04 quando i componenti del Blocco Nero o almeno alcuni di essi sono sul posto e non si sono ancora inoltrati verso Via Canevari, come a breve faranno FA, UD e MI.
Il reperto 120 Piazza Giusti Scontri RP 21 [205] ritrae in primo piano ancora una volta i soggetti seduti sullo spartitraffico, quindi la foto è contestuale alle precedenti che mostravano i medesimi in quella posizione.
A sinistra si vede il soggetto col casco blu già visto nella foto RP20 e sulla sinistra dietro le moto si vede di schiena un soggetto con casco nero, maglietta nera senza maniche, disegno sia sul lato sinistro sia sul lato destro della maglietta nella parte posteriore, salopette con la marca: si tratta di AC.
Coperto parzialmente da AC si nota un soggetto con felpa blu munita di strisce bianche, si tratta della felpa indossata da VA.
Al centro della foto si vede UD con maglia bianca, occhiali da vista, mascherina, pantaloni bermuda verdi con tasconi.
Alla sinistra di UD si vede MI con maglietta grigia a maniche corte, tirata su oltre la vita, pancia scoperta, protezioni in gommapiuma, maglione verde legato in vita, jeans.
Il reperto 120 DSCF0145 [206] mostra al centro dietro vicino alla moto AC, del suo abbigliamento si nota distintamente il disegno sulla maglietta sia a destra sia a sinistra: si tratta di alcuni teschi in colonna con le tibie incrociate, si vedono anche la felpa, la salopette con la marca sulla schiena, il Kefir bianco reticolato nero, tre oggetti che saranno sequestrati a questo imputato il 4/12/2002.
A destra si nota ancora il soggetto con il casco blu.
Il reperto 120 Piazza Giusti Scontri RP 18 [207] ritrae AC dietro ad un soggetto con la maglia verde.
L’imputato porta il kefir, la salopette, la maglietta senza maniche con un disegno.
Sul lato sinistro della foto si nota un soggetto con maglia rossa e giubbotto nautico, tiene in mano una bottiglia ed è già comparso in Corso Sardegna nella foto 163 004, foto nella quale si vedeva anche CC.
Il reperto 120 DSCF0146 [208] ritrae al centro AC con il casco nero, la maglietta senza maniche munita sia a sinistra sia a destra di una serie di disegni di teschi con tibie incrociate, la salopette nera, kefir bianco nero.
In questa immagine si vedono alcuni soggetti che stanno entrando nel Dì per Dì.
Dietro ad un soggetto con casco bianco si vede parzialmente il viso di CC mentre seduto sul marciapiede c’è E.
A destra si vedono ancora il soggetto col casco azzurro e il soggetto col casco integrale bianco che tiene in mano un paio di occhiali da nuoto verdi.
Il frame del reperto 164-249 [209] mostrano AC e VA in Piazza Giusti.
Il frame 001 ritrae i due soggetti sulla Vespa blu: il conducente porta le scarpe rosse, la salopette, una maglietta nera senza maniche e munita di un disegno più chiaro sul davanti, il passeggero indossa un casco integrale rosso con particolari bianchi all’altezza della visiera, una tuta blu con righe bianche sulle maniche, dei jeans strappati, scarpe da ginnastica rosse con stringa chiara.
I frame successivi (da 003 a 005) consentono di apprezzare meglio il disegno sulla parte anteriore della maglietta del conducente, le strisce bianche sulle maniche della tuta del passeggero e il bauletto dietro la moto.
Il film reperto 41 [210] mostra alcune fasi del saccheggio del supermercato.
A 00.00 sullo sfondo dietro ai cassonetti si vede un soggetto a viso scoperto con maglia rosa ed un casco giallo in mano, si tratta di una persona già vista seguire gli spostamenti del Blocco Nero.
A 00.04 sulla sinistra sotto la prima saracinesca il quarto soggetto da sinistra è CC, di lui si notano i baffi, il fazzoletto scuro al collo e la maglietta blu.
A 00.12 vengono inquadrati il distributore saccheggiato poco prima, a sinistra il tunnel tra Corso Torino e Corso Sardegna, quindi via Archimede all’angolo con Piazza Giusti.
All’altezza dell’attraversamento pedonale si può notare una moto, la cui targa (AJ83816 visibile a 00.15) consente di risalire all’identità del conducente che deve identificarsi per DP.
Si tratta infatti, come si è visto, della moto intestata a DMA fidanzata del DP.
Sullo sfondo si notano i cassonetti ribaltati.
A 00.45 si nota ancora il motoveicolo tg. AJ83816, mentre a 00.53 viene inquadrato il Dì per Dì.
In questa immagine si vede CC che si trova ancora, come a 00.04 all’altezza della prima saracinesca.
Questo film ritrae un momento immediatamente successivo alla prima devastazione del supermercato perché si vede il grosso del Blocco Nero che si sta allontanando da Piazza Giusti e attraversa il fiume.
CC era arrivato al supermercato Dì per Dì insieme agli altri componenti del Blocco Nero.
Ora in queste immagini non si vedono più le persone in precedenza individuate assieme a lui e questo imputato da ora in poi non verrà più visto seguire gli spostamenti del Blocco Nero.
CC verrà nuovamente individuato nel pomeriggio durante gli scontri a margine del corteo delle Tute Bianche in via Casaregis.
A 01.16 al centro dell’immagine si vede un soggetto con casco bianco e maglia verde uscito dal supermercato con in mano un sacchetto giallo del Dì per Dì, si tratta di DP.
I frame del reperto 41 relativi a CC
Nei frame 001 e 002 si vede il volto di questo imputato sull’estrema sinistra, si notano anche le sue scarpe marrone chiaro, il fazzoletto scuro al collo, i baffi, i jeans.
Nel frame 003 il particolare dello spallaccio scuro dello zaino di CC.
Nel frame 004 l’imputato è sulla destra all’altezza della saracinesca, mentre all’altezza del portone si nota una Vespa amaranto e non si vede più E che fino a poco prima stava seduto in quella posizione (cfr. il reperto 120 Piazza Giusti Scontri RP 15).
Si deve concludere che in questo momento la maggior parte dei componenti il B.N. si è ormai allontanata verso via Canevari.
Nei frame 006 e 007 ancora CC e alla sua destra si vede una donna con gli occhiali, indossa un maglione scuro e tiene un sacchetto in mano.
I frame del reperto 41 relativi a DP dal n. 0010 al n. 0032.
Nel frame 0010 si nota la moto intestata a DMA ferma all’angolo tra Piazza Giusti e Via Archimede, la targa del veicolo è AJ83816.
Nei frame 0012 seguenti si notano alcuni soggetti entrare nel Dì per Dì mentre ne sta uscendo un soggetto con casco bianco.
Questi (0013) indossa una maglia verde con un particolare bianco sul lato sinistro (0023) e porta un sacchetto giallo del supermercato, esce dal supermercato e si dirige verso la moto posteggiata.
DP era già stato visto e fotografato in precedenza in Piazza Tommaseo e si era già notato il particolare del logo sulla maglietta (cfr. il reperto 210 frame 016 il soggetto si trova all’altezza della CARIGE e della Banca Antonveneta al civ. 1 di P. Tommaseo mentre sono in corso violenti scontri tra Polizia e manifestanti).
Nel frame 0024 si vede DP di spalle, anche nella parte posteriore della maglietta si nota un disegno.
I frame 0031 e 0033 mostrano nuovamente il logo sulla maglietta di DP, i pantaloni scuri e le scarpe tinta cuoio.
La foto reperto 120 Piazza Giusti RP 10 [211] mostra sulla sinistra DP con la maglia verde come visto nel filmato precedente.
All’altezza della saracinesca, sotto l’insegna della rosticceria e vicino ad una donna si vede CC con lo zaino sulla schiena.
La donna tiene in mano un sacchetto di plastica bianco e verde.
La foto reperto 120 Piazza Giusti Scontri RP 09 [212] ritrae di spalle CC posto all’altezza della rosticceria, di lui si notano lo spallaccio e lo zaino scuro.
Vicino all’imputato la donna già vita nelle foto precedenti.
La foto reperto 120 Piazza Giusti Scontri RP 01 [213] ritrae a destra sotto l’insegna della rosticceria e vicino alla saracinesca ancora CC.
Questi tiene in mano un sacchetto giallo del Dì per Dì, ne ha un altro davanti ai piedi, porta lo zaino nero sulla schiena ed un foulard al collo.
La donna si sta allontanando e si trova all’altezza del negozio di Parrucchiera di nome Silvana e della Vespa rossa.
La foto reperto 120 Piazza Giusti Scontri RP 08 [214] mostra il flusso di manifestanti ormai lontano dal Dì per Dì mentre si dirige oltre il ponte Castelfidardo verso Via Canevari.
Sotto l’insegna della rosticceria si vede CC chinato, vicino a lui ci sono delle bottiglie e degli alimentari, l’imputato sta stappando una bottiglia.
A destra si vede ancora la donna di prima.
Nella foto reperto 100-2007_065 [215] CC si trova all’altezza del portone del palazzo dove vi è anche il Dì per Dì e si muove nella medesima direzione presa dalla donna, direzione che è opposta a quella presa dal Blocco Nero.
Nella foto reperto 100-2007_064 [216] viene inquadrato il negozio di parrucchiera Silvana sito prima del Dì per Dì.
Sotto la bandiera rossa si vede CC con il fazzoletto scuro al collo, lo zaino nero a tracolla, la maglietta blu, i jeans e le scarpe tinta cuoio.
Il film reperto 41 [217] contiene immagini relative anche agli imputati DP e MI.
Si tratta di una fase antecedente a quella, già vista nel medesimo reperto, in cui DP si introduce nel Dì per Dì.
Viene ripresa Piazza Giusti davanti al supermercato, si vedono i manifestanti del Blocco Nero che si stanno allontanando verso via Canevari, siamo quindi poco dopo le 14.04 (cfr. le immagini e l’orario della telecamera del traffico GIUSTI).
A 00.13 si vede al centro un soggetto con casco celeste, mentre a sinistra vi è un soggetto con casco bianco da identificarsi in DP, al suo fianco si vede un soggetto con casco blu.
Si deve pertanto concludere che tanto DP quanto CC fossero presenti in piazza Giusti contestualmente all’arrivo del Blocco Nero e all’inizio del saccheggio del Dì per Dì da parte di questi manifestanti.
Però i due imputati vi erano rimasti anche dopo che i manifestanti del Blocco Nero avevano proseguito il proprio percorso verso Via Canevari.
A 00.11 si notano i manifestanti allontanarsi verso via Canevari: al centro dell’immagine si vede un soggetto con maglietta grigia alzata in vita, pancia scoperta, maglione verde e jeans, si tratta di MI.
I frame da 001 a 009 del reperto 41 relativi a DP.
Nel frame 001 a destra si vede il soggetto con il casco azzurro mentre a destra si nota il casco bianco ed una parte del viso di DP.
Si vede un soggetto con lo zaino e alla sua sinistra si nota MI con la maglia grigia, la pancia scoperta, il maglione verde e i jeans.
I frame da 002 a 004 inquadrano il viso di DP con il casco bianco; il viso si nota meglio nel frame 005: si tratta di un’immagine che usata in seguito dalla Polizia Scientifica per la comparazione.
Il frame 008 mette in evidenza il logo bianco sulla maglietta verde.
I frame del reperto 41 relativi a MI: nel frame 0024 la MI si sta allontanando verso via Canevari seguendo gli altri manifestanti del Blocco Nero.
La stessa immagine nei frame da 0025 a 0028, la donna è a sinistra nella foto.
In Piazza Giusti i manifestanti danno alle fiamme l’auto Mercedes tg GE B19855 di proprietà di CARNIATO Luciano che si trovava parcheggiata all’altezza di Corso Galileo Galilei.
L’incendio viene documentato dalle immagini del reperto 192.5 da 1.40.50 a 1.41.40 [218] e dalla telecamera del traffico di Piazza VERDI [219] che, diretta verso monte, inquadra all’altezza del viale alberato il fumo dell’incendio dell’auto.
Contestualmente al saccheggio del Dì per Dì una parte dei manifestanti si allontana lungo Corso Sardegna raggiungendone il civico 109 r dove si trova l’agenzia 14 del Credito Italiano che viene assalita verso le ore 14.04 (vedi paragrafo 32).
La telecamera del traffico di Piazza Giusti [220] riprende sulla destra alcuni manifestanti che danno l’assalto al Credito Italiano, mentre a sinistra Piazza Giusti è ormai (ore 14.07.55) quasi completamente sgombera.
Infatti a partire dalle 14.05 i manifestanti del Blocco Nero si portano dall’altra parte del torrente Bisagno attraversando Ponte Castelfidardo.

31. Le testimonianze relative al saccheggio del Dì per Dì di Piazza Giusti.
I teste PREVE ed AMADORI seguivano il percorso del Blocco Nero cercando di rimanere nella sua parte anteriore.
Entrambi hanno ricordato come in Piazza Giusti il gruppo arrivò seguendo i TAMBURINI.
Qui AMADORI notò un ragazzo italiano che portava la sciarpa azzurra di una squadra di calcio e che suggerì di attaccare il Dì per Dì, attaccandosi alla sua saracinesca, mentre i TAMBURNINI stavano invece proseguendo.
Le saracinesche erano state così divelte e i ragazzi erano entrati.
Il teste aveva assistito al via vai di decine di persone che portavano, in alcuni casi addirittura lanciavano fuori dal supermercato cibo per tutti.
Definiva le persone che attaccarono il Dì per Dì come in maggioranza italiani, in quanto gli stranieri si disinteressavano ai vandalismi finalizzati al furto.
Chi entrava nel supermercato ne usciva dopo poco con dei carrelli riempiti di prodotti alimentari e di bottiglie di vino.
L’ingresso del supermercato era completamente distrutto, all’interno gli scaffali erano stati abbattuti.
Questa fase di distribuzione e di rifocillamento durò circa 15/20 minuti.
Anche Marco PREVE ricorda una sosta abbastanza lunga (tra i 15 ed i 20 minuti) in piazza Giusti ed il saccheggio del Dì per Dì.
In una qualche misura sparpagliato per la piazza era presente l’intero gruppo dei Black Block che il teste stimava attorno al migliaio di persone: la situazione era dinamica: da Corso Torino arrivava ancora gente, altri andavano via, all’interno del gruppo non si avvertivano tensioni.
Dopo lo scardinamento delle serrande del supermercato in tanti vi erano entrati per uscirne dopo poco con i carrelli pieni di roba: vi era una sorta di distribuzione degli alimentari prelevati all’interno, sembrava di assistere ad un picnic che poteva apparire assurdo data la presenza degli elicotteri, delle sirene e del fumo.
Quindi non appena il gruppo si era mosso il teste lo aveva seguito allontanandosi così dal supermercato.
I festeggiamenti con gli alimentari razziati sono stati riferiti anche dal teste Gianluca SCADUTO.
La teste Anna Maria PATTI aveva assistito ai danneggiamenti dal balcone dell’abitazione di una vicina sito in Piazza Giusti 2 dove si era trattenuta fino alle 19 del 20 luglio.
Verso le ore 13.30 vide così arrivare circa dieci o quindici Black Block, vestiti con tuta nera e passamontagna, avevano delle spranghe, parlavano in italiano e in tedesco e non erano arrivati lì perché spinti dalle Forze dell’Ordine.
Questi avevano spaccato la vetrata del negozio di parrucchiera Silvana usando l’asta di una bandiera di Rifondazione Comunista ma non erano entrati nell’esercizio commerciale.
Poi avevano rotto dapprima il portone del palazzo n. 1 di fronte a quello dove si trovava la teste e poi l’insegna della Pirelli del gommista, tentando inutilmente anche di forzare la saracinesca.
Ulteriori danni erano stati arrecati al distributore della IP, dove queste persone erano riuscite ad entrare e dal quale poi calciavano via i palloni messi in vendita, e ad una tabaccheria, la cui saracinesca però aveva resistito.
Quindi usando delle spranghe avevano aperto il Dì per Dì come se fosse una “scatola di sardine” utilizzando delle spranghe, avevano rotto le vetrine, erano entrati ed avevano “fatto man bassa” distruggendo al contempo le strutture del supermercato.
La teste ricordava come i Black Block avessero “devastato” il negozio nel senso letterale del termine, ad esempio rompendo le bottiglie.
In seguito le persone erano aumentate e tanta gente diversa dai Black Block aveva rubato tutto durante l’intero pomeriggio.
Questi ultimi si erano serviti dei carrelli del negozio oppure avevano fatto la spola entrando e uscendo più volte.
Peraltro alcuni di quelli sopraggiunti dopo parlavano con i Black Block, si scambiavano indicazioni su dove andare, alcuni sembravano organizzati tra loro, altri agivano invece per conto proprio.
Da ultimo i manifestanti avevano pesantemente danneggiato il bar Giusti, circa un’ora dopo l’inizio delle devastazioni.
Solo verso le 18 arrivò la Polizia e le persone erano scappate.
Il teste Ugo Giovanni CRISTE si trovava a passare in Corso Sardegna Piazza Giusti provenendo da via Paci verso le 14.30.
Qui si trattenne per circa dieci minuti ed assistette ad alcune fasi del saccheggio del Dì per Dì e ad altri danneggiamenti compiuti da circa un centinaio di persone sparse su tutta la piazza.
Ricordava di aver notato una persona in bicicletta che effettuava delle riprese con una telecamera, in particolare riprendeva lo scassinamento del Dì per Dì, però vi erano delle persone che gli intimavano di smettere le riprese e lanciava oggetti (scatole di pelati) al suo indirizzo.
Alcune tra le persone presenti sulla piazza erano vestiti di nero ed avevano il volto coperto, altri invece erano vestiti normalmente.
Gino PIGNATELLI, padre del titolare del negozio di gommista di Piazza Giusti era sceso in Corso Sardegna verso le 14 perché avvertiva dello schiamazzo.
Qui notò subito i Black Block, uomini che portavano il cappuccio nero ed avevano il viso coperto, stavano in tutta la piazza e li vide spaccare con delle bandiere e con delle pietre tre insegne dell’officina (Pirelli e Michelin).
Prima di tale danneggiamento aveva assistito alla devastazione (non allo sfondamento delle vetrate ed al primo ingresso perché non si trovava ancora sul posto) ed al saccheggio del Dì per Dì, fatto avvenuto prima della rottura delle insegne del gommista.
Dal supermercato veniva portato via di tutto, chi agiva era dapprima travisato di nero, poi queste persone si erano tolte le maglie nere e le avevano nascoste o buttate via, rimanendo vestiti con magliette di altri colori.
Poi erano arrivati tanti italiani anche della zona che avevano rubato tutto ciò che vi era nel supermercato.
Il teste entrò per pochi attimi nel Dì per Dì per terra si scivolava ed era tutto bagnato, all’interno era tutto devastato, gli scaffali erano rovesciati e buttati a terra I Black Block danneggiavano anche l’Agenzia della banca Intesa, sfondandone le vetrine e il distributore IP.
Ha aggiunto di aver visto pochi ed isolati Black Block, mentre le persone che avevano saccheggiato il supermercato erano altri.
I danni all’officina erano stati risarciti dal Comune di Genova.
Fino a sera non vide arrivare Forze di Polizia.
Il teste AVIO Alessandro, legale rappresentante della società proprietaria del supermercato, ha ricordato che al suo arrivo al negozio verso le 18.45 trovò ancora delle persone al suo interno che riuscì ad allontanare.
Qui constatò che era stato rubato tutto, tranne carta igienica, fazzoletti di carta e pasta.
Gli arredi erano stati distrutti, come il banco gastronomia, le casse e le bilance erano state buttate per strada, il sistema POS era stato disintegrato, la controsoffittatura era stata demolita, così come l’impianto elettrico, le scaffalature erano state atterrate, i detersivi erano mischiati, non era rimasto neppure un carrello.
Anche un secondo Dì per Dì in Via Canevari era stato danneggiato, la proprietà aveva ottenuto dal comune di Genova un risarcimento complessivo pari ad Euro 65.000 [221].
Rolando FRANCINI abitante in Via Archimede scese verso le 16.30 o le 17 per difendere la propria auto ed il proprio portone ed assistette ad una parte del saccheggio del supermercato.
In quel momento la Polizia si trovava nel sottopassaggio della ferrovia e vi erano persone in parte mascherate che correvano e lanciavano pietre contro gli Agenti per poi tornare verso Piazza Giusti.
Vide persone trasportare con dei carrelli gli alimentari sottratti dal Dì per Dì e portarli verso un’auto bianca parcheggiata in fondo a Corso Sardegna, altri ad un furgone Ape.
C’era un mare di gente, tutti giovani sui 20 25 anni, qualcuno girava su dei ciclomotori.
C’era gente che entrava ed usciva dal negozio.

32. Come si è visto, contestualmente al saccheggio del Dì per Dì alle 14.04 una parte dei manifestanti dà l’assalto all’Agenzia 14 del Credito Italiano sita al civico 109 r di Corso Sardegna.
Un cittadino avverte il 113 di questo assalto con una telefonata delle ore 14.06.38 [222], mentre la telecamera del traffico di Piazza Giusti [223] riprende la scena.
L’assalto alla banca avviene a partire dalle 14.04.
L’Agenzia 14 subisce danni per un ammontare complessivo di circa 50.000 Euro [224].
Il reperto 163 foto 13 [225] mostra i danni alle vetrate principali che risultano sfondate, si tratta del secondo dei tre edifici visibili.
Si vede il soggetto con i pantaloni rossi, il Kway bianco ed il casco nero già visto in Via Montevideo ed in Piazza Giusti con il Blocco Nero.
Nella foto 14 del medesimo reperto sono presenti alcuni soggetti con le bandiere rosse del TKB.

33. L’ulteriore percorso del Blocco Nero.



Via Canevari, Piazzale Marassi, Scalinata Montaldo, Piazza Manin, Circonvallazione a Monte, Via Goito e Piazza Marsala ai limiti della Zona Rossa.
Dopo aver devastato e saccheggiato il Dì per Dì di Piazza Giusti il grosso dei manifestanti aderenti al Blocco Nero si sposta verso Piazza Manzoni, oltrepassa Ponte Castelfidardo e raggiunge Via Canevari.
Lungo questa via vengono compiuti ulteriori episodi di devastazione: intorno alle 14.14 [226] vengono incendiati diversi autoveicoli come la Volvo Polar tg JD30316 di proprietà di FENZA Enrico e la Volvo S80 tg BE419XC di proprietà della Roccar Interline.
In questo incendio viene coinvolta la Fiat 500 tg GE09492 di GUGLIEMINO Annamaria, mentre nella stessa zona viene danneggiato un autocarro Ape Piaggio tg GE 323171 di proprietà di tale BONOMOLI.
Poco più a monte vengono incendiate la Fiat Uno Van tg. GE29632 dei Metronotte Città di Genova e la Ford Fiesta tg. BE591KE di proprietà di CIMBOLIS Sandra.
In Via Canevari vengono assaliti e pesantemente danneggiati diversi istituti bancari: il Banco di Sicilia di Via Canevari civico 120 r, la Banca Popolare di Novara agenzia n. 9 di Via Canevari 142 r e l’Istituto San Paolo IMI agenzia n. 14 di Via Vinelli 5.
Vengono inoltre danneggiati il distributore ERG sito nel piazzale di Via Canevari, un’Agenzia della Toro Assicurazioni, il supermercato Dì per Dì di Via Canevari 110 r, l’autofficina Coutenti Box al n. 110 c, la rivendita di accessori per motociclisti MOTOMIXER, la Chiesa dei Diecimila Martiri Crocifissi di Via Canevari 34, il mobilificio TERRANOVA di Via Canevari 157 r., il distributore API di via Canevari, la concessionaria Rossetti Auto al 186 r. gli uffici dell’agenzia di viaggi Brignole, la Bifinanziaria Immobiliare, il negozio New Millennium, la Sia Informatica, la merceria Ugucciana al 226 r, la macelleria al 238 r, l’insegna dell’oreficeria Censi al 262, la farmacia al 178 r, il bar 900 r, lo studio fotografico di via Canevari 136 r e la gioielleria Burma Gioielli di via Vinelli 7 r.
In Via Canevari tra gli autori dei fatti di danneggiamento si individuano FA, CM, UD e MI, oltre ai soggetti A, B e C.
In alcune immagini si può riconoscere anche CS, peraltro non impegnato in condotte attive di danneggiamento.

34. Le immagini dei fatti di Via Canevari.
Il primo DVD compilato dalla Polizia Municipale mostra, nel suo pulsante 3 da 08.42 a 10.28 [227], i primi danneggiamenti in Via Canevari.
Qui le telecamere sono puntate verso monte e si vedono due manifestanti del Blocco Nero intenti ad incendiare delle auto in zona antistante a Borgo Incrociati [228].
Sullo sfondo si vedono altri manifestanti del Blocco Nero che attraversano Ponte Castelfidardo e raggiungono via Canevari.
Nello stesso contesto spaziale verrà danneggiato il distributore ERG sito nel piazzale.
Come si è già osservato si tratta di immagini riferibili alle ore 14.14 circa e contemporanee all’incendio della Mercedes di proprietà di CARNIATO Luciano che avviene all’altezza di Corso Galilei [229].
Il filmato del reperto 143 112 [230] mostra via Canevari nel momento in cui vi giungono i manifestanti del Blocco Nero.
A 00.23 a sinistra del cartello degli autobus si vede un soggetto travisato, vestito con una maglietta nera e che porta uno scudo blu e bianco, si tratta di FA che sopraggiunge mentre viene incendiata un’auto.
I frame del reperto 143 112 indicano nelle ore 14.09 il momento dei fatti (001) e lo scenario di Via Canevari, il palazzo a destra è quello dell’ENEL posto davanti al supermercato Dì per Dì di questa via all’altezza incrocio con Corso Montegrappa.
Il frame 002 mostra l’incrocio con via Moresco.
I frame 003 e 004 ritraggono alcuni manifestanti mentre cercano di incendiare le auto.
Nel frame 005 sotto al cartello della fermata dell’autobus compare FA che è travisato con un fazzoletto scuro, indossa una maglietta scura con scritta bianca e porta lo scudo blu.
Il frame 006 mostra in maniera più delineata la scritta sulla maglietta e la A di anarchia sullo scudo.
I frame da 007 a 009 consentono di fissare alle ore 14.11 il passaggio di FA, orario ritenuto attendibile perché, come si è già notato, alle 14.14 la telecamera VERDI mostra queste auto già in fiamme, mentre qui l’incendio sta ancora per iniziare (il frame 0010 mostra in primo piano i manifestanti che cercando di incendiare l’auto).
Il reperto 164 244 [231] mostra tra i soggetti che arrivano in via Canevari anche l’imputato CS.
Sullo sfondo si vedono il distributore ERG e le auto bruciare, mentre a 00.09 in basso a sinistra si nota passare velocemente CS.
Tra gli altri si nota anche il soggetto con il casco azzurro già visto all’altezza delle Poste di Corso Sardegna 2, e davanti al Dì per Dì di Piazza Giusti.
Nel filmato si vedono le bandiere nere dei TAMBURINI.
I frame del reperto 164 244 mostrano in basso a sinistra CS (005) riconoscibile nella comparazione con immagini riprese l’anno successivo in occasione delle manifestazioni per l’anniversario della morte di Carlo GIULIANI.
Qui CS si sta movendo verso l’incrocio tra Via Canevari e Corso Montegrappa, cioè seguendo il movimento del Blocco Nero verso il Dì per Dì di Via Canevari.
Il reperto 209 [232] mostra l’arrivo in Via Canevari di altri manifestanti fra i quali si riconosce la CM che compare (da 00.12 a 0016) a sinistra della bandiera pirata JOLLY ROGER [233].
Della donna si riconoscono il casco munito di inserti gialli, la maglietta verde, i fuseaux corti appena sotto alle ginocchia, il maglione legato in vita, gli scarponcini.
I frame dal reperto 209 [234] mostrano la CM di spalle a sinistra della bandiera (0019) con i particolari appena rilevati.
Nel frame 0020 la donna si presenta di profilo e si nota anche la mascherina antipolvere bianca.
Il frame 0021 mostra vicino alla bandiera i particolari del casco dell’imputata.
Nel frame 0025 in alto a sinistra si nota anche il soggetto A.
Queste immagini si collocano intorno alle 14.10/14.12, momento nel quale le altre immagini di cui sopra (reperti 143 112 e 164 244) indicano la contemporanea presenza anche di FA e dei TAMBURINI.
La foto reperto 224-19-CD19-010-2 [235] mostra a destra all’altezza della P il soggetto A, travisato con il passamontagna e caratterizzato dalla maglia gialla con il numero 1.
Il film reperto 209 [236] mostra alcuni manifestanti intenti ad infrangere le vetrine dell’agenzia del Banco di Sicilia sita al n. 120 r di Via Canevari.
L’orario delle 14.13.17 deve essere ritenuto attendibile in comparazione con le immagini di altri reperti.
A 00.03 si vedono le immagini di alcuni danneggiamenti alla banca [237].
Questo stesso reperto 209 mostra come nel medesimo contesto oltre al Banco di Sicilia vengono danneggiati la vicina Agenzia della TORO assicurazioni, il supermercato Dì per Dì di Via Canevari 110 r e viene incendiato un carro attrezzi dell’officina Coutenti Box sita al civico 110 c a fianco del supermercato.
A 00.06 sullo sfondo si nota infatti il carro attrezzi parcheggiato davanti all’autorimessa che poco dopo (a 00.18) si vede bruciare sullo sfondo.
Si notano diverse persone già incontrate: il primo a sinistra è il soggetto A, vi è anche il soggetto C con il casco arancione, la tuta azzurra con maniche più scure e i pantaloni verdi, mentre davanti a C si nota B con il casco blu ed un giubbotto blu.
Queste persone (insieme ad un altro appartenente al medesimo gruppo già visto in precedenza: si vede tratta di un soggetto con pantaloni militari, una felpa rossa ed un casco blu) si dirigono verso il Banco di Sicilia.
Sullo sfondo si vede il supermercato Dì per Dì e sotto la sua insegna si notano UD e MI.
I due sono vicini l’uno all’altra, stanno uscendo dal supermercato (00.24) e si trovano all’altezza della sua saracinesca che risulta forzata.
A 00.25 si vedono i particolari delle due figure: UD indossa pantaloni bermuda verdi, una maglia bianca ed uno zaino (si ricorda che questi pantaloni e questo zaino gli sono stati sequestrati al momento dell’arresto il 4/12/2002), è travisato con una mascherina bianca.
La MI si trova sulla sinistra ed è travisata da un fazzoletto bianco.
In questa immagine (a 00.26) UD tiene in mano una bottiglia ed una confezione di bottiglie, la MI ha un sacchetto ed una confezione di alimentari in mano.
Si tratta di beni trafugati all’interno del supermercato.
Quindi a 00.33 si nota un soggetto con casco integrale bianco già notato in piazza Giusti durante il precedente saccheggio di quel Dì per Dì.
A 01.08 si vede invece il saccheggio del supermercato Dì per Dì di Via Canevari ad opera di alcuni manifestanti che portano fuori dall’esercizio i carrelli della spesa.
A 01.17 si vede la saracinesca divelta ed alcuni manifestanti che entrano nel supermercato, poi alcune confezioni di bottiglie sono poste sul tetto dell’auto (a 01.23).
Quindi i carrelli asportati, ROLLER, verranno incendiati insieme ad alcuni bidoni.
I danni subiti dal supermercato ammontano a circa Euro 29.000.
I frame dal reperto 209 sono denominati MOTOMIXER 001 e ss. dal nome della rivendita di ricambi per moto che viene anch’essa danneggiata nella medesima occasione.
Il frame 001 mostra sulla sinistra il soggetto A con in mano due caschi, quindi si vedono B munito di una spranga, E con i pantaloni militari mimetici, la felpa rossa, lo zaino militare ed il casco blu.
I frame 002 e 003 ritraggono all’altezza dell’insegna del Dì per Dì da destra MI e UD.
Nei frame seguenti (da 004 a 006) si nota UD tenere una confezione di bottiglie in una mano ed una singola bottiglia nella mano sinistra.
I frame da 007 a 009 mostrano ancora le bottiglie prelevate da UD, mentre i frame 010 e 011 consentono di apprezzare lo zaino ed i pantaloni dell’imputato.
Il frame 0012 mostra il tatuaggio attorno all’ombelico della persona ritratta a fianco di UD il particolare è rilevante per l’identificazione di questa persona in MI, infatti al momento del foto segnalamento alla MI venne rinvenuto in quel punto un tatuaggio identico.
In queste immagini UD è travisato con una mascherina bianca, la MI con un fazzoletto bianco mentre tiene una mascherina sulla fronte.
Il frame 0013 rende evidente la sottrazione di alimentari dal supermercato ad opera di UD e MI, che tengono nelle mani l’uomo delle bottiglie e la donna degli alimentari ed un sacchetto contenente altri prodotti.
Il frame 001 del reperto 209 mostra come contestualmente all’incendio del carro attrezzi sono stati portati fuori dal supermercato dei carrelli, che in seguito verranno incendiati.
In questa immagine si nota B che insieme al soggetto con felpa rossa, pantaloni militari e casco blu si dirige verso il Banco di Sicilia.
Dietro a questi due si vede anche A in possesso di caschi sottratti al vicino negozio MOTOMIXER, rivendita di accessori per motociclisti.
Anche altri soggetti si impossessano dei caschi sottraendoli da quell’esercizio commerciale.
Il film reperto 86 [238] mostra sullo sfondo il fumo dell’incendio del carro attrezzi della Coutenti Box.
A 00.20 a sinistra del soggetto con casco arancione si vede A di spalle in posizione arretrata rispetto al camion che brucia.
Queste immagini sono riprese dall’incrocio tra Via Canevari e Via Moresco con direzione monti, sullo sfondo si vede Via Canevari, sull’angolo del palazzo c’è l’insegna del Dì per Dì.
Si tratta di un filmato pressoché contestuale alle immagini del reperto 209: anche qui vi è il camion che brucia e vi sono delle barricate.
A 00.24 al centro in primo piano si nota UD di spalle, porta lo zaino, tiene delle bottiglie in mano.
Come si vedrà da altri reperti, in questa fase un cineoperatore in moto verrà aggredito e fatto cadere davanti ad UD.
A 00.25 UD si è girato, si notano gli occhiali, la mascherina antismog bianca, la maglia con una scritta sulla parte sinistra, la felpa legata in vita, i pantaloni e le scarpe.
Si notano vedono i VVFF che spengono l’incendio provocato dai Black Block.
I frame del reperto 86 [239] mostrano l’incendio delle due auto (001, 002), quello del carro attrezzi (003, 004 e 005), la presenza di A sulla destra (006 007), quindi quella di UD di schiena e in primo piano (009).
Nei frame 0014 e 0015 si nota ancora UD, poi nello 0016 l’incendio delle auto.
UD e MI si erano impossessati di un carrello presso il Dì per Dì di Piazza Giusti e in esso UD aveva riposto il proprio zaino [240].
Quindi il reperto 70H OGGS2RAS [241] mostra ancora UD e MI (si nota il tatuaggio attorno all’ombelico della donna) in possesso di un carrello della spesa sul quale sono riposti diversi prodotti alimentari ed un sacchetto.
UD ha scarpe blu con strisce laterali e suola bianca, i pantaloni corti con tasconi, ha rimesso lo zaino: si tratta di capi che in seguito gli verranno sequestrati.
La MI porta un fazzoletto bianco, occhiali rotondi tipo nuotatore, una mascherina antipolvere in fronte, un maglione verde legato in vita.
In Via Canevari UD e MI si sono trattenuti più di dieci minuti e vengono fotografati in possesso del carrello e degli alimentari anche durante l’episodio dell’aggressione ad un foto operatore, avvenuto in questa via ma in luogo sito più verso mare rispetto al Dì per Dì.
Le immagini dei reperti 41, 151-11, 229 IMG2309 mostrano come il fotoreporter in moto venga aggredito, fatto cadere e gli venga sottratta la telecamera che in seguito gli verrà restituita.
Nel contesto dell’aggressione si riconoscono il soggetto A, UD e MI.
Il reperto 41 [242] mostra il carro attrezzi che brucia (00.02) e poi (a 00.06) contemporaneamente UD e i soggetti B e C.
In particolare B è ripreso di spalle e si trova al centro, a destra del soggetto con canottiera nera e maglia bianca in vita; UD è il primo a destra, indossa una maglia bianca e tiene il carrello.
Dietro UD si vede C con casco arancione, la tuta celeste con maniche più scure.
A 00.32 si nota la saracinesca divelta del supermercato Dì per Dì davanti alla quale si trova A, sulla sinistra si vede il tendone giallo dell’esercizio MOTOMIXER.
Quindi le immagini si soffermano sui ROLLER incendiati, mentre sullo sfondo si vede anche il carro attrezzi incendiato.
A 00.53 si vedono due soggetti vestiti di nero che poco prima all’altezza di Borgo Incrociati avevano incendiato delle auto e (a 00.55) un altro soggetto, ripreso di profilo che porta una maschera antigas e tiene in mano una bomba molotov.
A 01.06 si vede sulla destra UD di spalle, con lo zaino e un disegno sulla maglia bianca, a sinistra vi è MI con la maglia grigia ed un maglione verde.
A 01.07 oltre a UD di spalle si vedono anche in primo piano a destra C che porta il casco arancione con la scritta G8 e B anch’egli di spalle munito di casco blu con striscia rossa e adesivo, in mano tiene un bastone.
I particolari di B e C si notano anche a 01.08 e a 01.12.
A 01.19 all’altezza della cabina si vede UD di profilo, porta occhiali da vista, una mascherina antigas, una maglietta bianca con scritta sul petto a sinistra, lo zaino poi sequestrato.
A 01.24 si vedono A e C ed un soggetto con copricapo bianco, celeste e rosso già visto vicino a UD e MI in Piazza Giusti ed in Piazza Tommaseo.
A 01.30 si vedono ancora A, B e C, in particolare (a 01.34) B tiene in mano una Molotov e A ha due caschi (particolare notato su A già da quando si trovava davanti al Banco di Sicilia).
Si osserva da queste immagini dunque la contestuale presenza di UD, MI, A, B e C durante il saccheggio del Dì per Dì di Via Canevari e gli altri contemporanei danneggiamenti.
Da 01.47 in poi del filmato reperto 41 si può osservare l’aggressione al fotoreporter.
Dietro agli aggressori si vedono UD e A.
A 01.56 la telecamera sottratta viene restituita al fotoreporter.
A 02.18 sullo sfondo si vede C con la scritta G8 sul casco e la tuta azzurra, sullo sfondo le auto in fiamme davanti a Borgo Incrociati.
I frame dal reperto 41 [243] mostrano (0010) a destra l’ingresso del Dì per Dì divelto, a sinistra il tendone del negozio MOTOMIXER.
Quindi (0011) si vede A all’altezza della saracinesca divelta del supermercato, poi (0013) sullo sfondo il carro attrezzi incendiato della Coutenti Box e (0014) a destra vicino ad un soggetto con canottiera nera e maglia bianca in vita si vede B.
Il frame 0015 mostra insieme B, UD con la maglia bianca, i pantaloni verdi, tiene in mano un carrello e dietro di lui C con il casco arancione.
I frame da 0018 a 0023 mostrano B con in mano una mazza, C UD e MI nello stesso contesto.
Nel frame 0024 si vedono ancora B con in mano la mazza e C, sullo sfondo si vede Corso Montegrappa dove alcuni cassonetti risultano rimossi dalle loro sedi e posti a formare una barricata.
Il soggetto B mostra un portaoggetti di tipo militare (0025) già visto al momento del suo arrivo alla stazione, in tasca tiene una lattina.
Il soggetto C porta il casco arancione già visto più volte (0026), è travisato con un fazzoletto bianco ed un sotto casco bianco.
I frame da 0028 a 0030 mostrano in primo piano UD con lo zaino, la mascherina antipolvere, gli occhiali da vista.
Il frame 0034 mostra i soggetti A, B e C e a sinistra un soggetto con copricapo bianco, celeste e rosso già visto vicino a UD e MI in Piazza Tommaseo e in Piazza Giusti.
Nel frame 0038 si vede A che tiene in mano una Molotov.
I frame da 0040 a 0049 mostrano l’aggressione al fotoreporter: a sinistra della parte offesa il soggetto con la maglia bianca ed una bottiglia in mano è UD.
Dietro alla moto si vede il soggetto che prende parte attiva all’aggressione ed il carrello tenuto dalla MI.
Nel frame 0043 si vede MI a destra del soggetto aggredito e in moto, mentre UD si riconosce sulla destra del soggetto con la felpa blu.
Il frame 0045 mostra ancora il momento dell’aggressione, sulla destra con il carrello ed un sacchetto in mano si vede la MI.
I frame successici (da 0046 a 0050) mostrano ancora UD con la maschera antipolvere, gli occhiali ed una bottiglia in mano, il soggetto A con in mano una MOLOTOV, il soggetto C.
Il reperto 229 IMG2309 [244] contiene un’immagine ripresa contestualmente all’aggressione al cine operatore: la moto si vede per terra, UD tiene una bottiglia di spumante nella mano sinistra ed una di birra nella destra, si notano le scarpe di questo imputato che gli verranno sequestrate in seguito.
Di spalle si vede la MI con il maglione verde ed il carrello.
Sulla sinistra si vede un soggetto con maglia nera che si dirige verso il motociclista appena caduto ed il soggetto con copricapo rosso, bianco e azzurro e maglietta nera già visto davanti al Dì per Dì di Piazza Giusti ed in Piazza Tommaseo sempre vicino a UD e MI.
L’aggressione al cineoperatore è contenuta anche nel reperto 151-11 RAI [245]: UD appare essere molto vicino all’aggressione alla quale assiste insieme alla MI ma non lo si vede agire direttamente nei confronti della persona offesa, né il fatto appare costituire una diretta conseguenza della condotta di questi due imputati.
Dopo l’aggressione (frame del reperto 41 di cui sopra) si vede che uno degli aggressori ha qualcosa in mano che probabilmente ha sottratto al fotografo.
I danni al DI’ PER DI’ di Via Canevari 110 r ammontano a circa Euro 29.000 [246].
Nel reperto 209 MOTOMIXER foto da 001 a 0013 si vedono UD e MI davanti alla saracinesca divelta del supermercato.
Il reperto Canevari_Clarence_com2 [247] ritrae sulla destra A con due caschi in mano, sulla sinistra di schiena si riconosce la MI con la maglia grigia, il maglione verde legato in vita, il carrello e, dietro un soggetto con il casco nero, si vede anche UD.
Sullo sfondo si notano le fiamme della barricata incendiata all’altezza del Dì per Dì di via Canevari.
I reperti 224 19 CD 19002-2 e reperto 224 19CD19002-1 [248] mostrano al centro A che corre in Via Canevari inseguendo un cineoperatore con la maglia rosa.
Evidentemente fin dall’episodio che aveva visto coinvolto FRASSINETTI ed altri fotografi in Corso Torino i manifestanti di questo gruppo appaiono soliti minacciare ed assalire chi li sta fotografando o riprendendo.
Tra le 14. 27.06 e le 14.28.50 la Centrale Operativa della Questura riceve sul canale 113 alcune segnalazioni dapprima quella di un cittadino concernente un incendio tra Corso Montegrappa e Via Canevari [249] e poi quella di un dipendente della Banca Popolare di Novara relativa all’assalto subito ed ai danni arrecati all’agenzia 9 di Via Canevari 142 r [250].
In particolare la banca subisce lo sfondamento delle vetrine e delle insegne, la distruzione del bancomat e il furto di somme di denaro e di alcuni assegni.
I danni ammontano complessivamente a circa £. 63.000.000.
La telecamera esterna della banca (reperto 91 [251]) inquadra il passaggio davanti ad essa dei TAMBURINI e di altri manifestanti.
I TAMBURINI hanno in mano delle bandiere e procedono verso monte.
Alcuni degli altri manifestanti si fermano invece a danneggiare la banca, tra questi viene dapprima inquadrato FA riconoscibile per le particolarità dello scudo portato (frame 7 e ss.), il disegno bianco con la scritta sulla parte anteriore della maglietta, i capelli lunghi, la felpa in vita.
Nelle immagini si vede FA lanciare un oggetto (frame 40 e ss.).
Quindi circa un minuto dopo davanti alla telecamera della banca passa CM, riconoscibile per il casco, i fuseaux scuri, gli scarponcini ed un bastone nella mano sinistra.
I frame del reperto 91 [252] mostrano in alto a destra esattamente sotto la scritta 1 FA con lo scudo (001-0020).
Nel frame 003 si nota il disegno bianco con la scritta sulla parte anteriore della maglietta di FA, che al successivo frame 007 si trova all’altezza della scritta CAM 01.
Sullo scudo si vede distintamente la A di anarchia, l’imputato ha in mano una pietra (0024).
Nel frame 0026 FA è più a sinistra e nello 0031 ha alzato il braccio, quindi (0040) FA lancia un oggetto, ha il braccio disteso.
Il frame 0042 mostra il disegno bianco della scritta sulla maglietta di FA, disegno che si vede distintamente nel frame 0046 sotto la scritta BNP, FA ha i capelli lunghi, la felpa in vita e lo scudo con la A di anarchia.
Il reperto 91 [253] contiene frame relative anche a CM che si vede nel video alle ore 15.54.16 sulla destra all’altezza della A di CAM.
L’imputata è riconoscibile per il casco, i fuseaux scuri, scarponcini, il bastone nella mano sinistra.
Nell’immagine n. 00605027 la donna si vede mentre cammina all’altezza del portone al centro, poi nell’immagine 00605030 si sposta verso monte seguendo il percorso dei TAMBURINI e di FA.
I danni all’agenzia 9 della Banca Popolare di Novara sono riferiti dal teste BERTOLINO (su cui infra), descritti nelle produzioni dal P.M. al n. 13 e mostrati nelle foto acquisite [254].
Alle ore 14.37.38 il sacerdote della Chiesa dei Diecimila Martiri Crocifissi di Via Canevari 34 sita vicino alla Banca Popolare di Novara avvisa la Questura dei danneggiamenti alla banca e della presenza di un’auto bruciata [255].
La foto del reperto 70CD33OGGXNVGS mostra sullo sfondo la Chiesa dei Diecimila Martiri Crocifissi e davanti a questa la Fiat Uno Van tg. GE29632 di proprietà della s.p.a. Metronotte Città di Genova in fiamme.
Vicino a questa viene incendiata la Ford Fiesta tg. BE591KE di proprietà di CIMBOLIS Sandra.
Alle ore 14.35.38 un cittadino segnala al 113 i pesanti danneggiamenti nella zona facendo specifico riferimento al mobilificio TERRANOVA di Via Canevari 157 r [256].
Vengono danneggiati anche il distributore API, le vetrate della concessionaria Rossetti Auto al 186 r. gli uffici dell’agenzia di viaggi Brignole, le vetrate e le insegne della Bifinanziaria Immobiliare, il negozio New Millennium, la Sia Informatica, la merceria Ugucciana al 226 r, le vetrine della macelleria al 238 r, l’insegna dell’oreficeria Censi al 262, le vetrate della farmacia al 178 r, la vetrata del bar 900 r, lo studio fotografico di via Canevari 136 r, Burma Gioielli di via Vinelli 7 r, l’Ufficio Postale n. 33 di Via Canevari [257] e l’Agenzia 14 del San Paolo IMI sita in via Vinelli 5
all’angolo con Via Canevari.
Davanti all’agenzia 14 dell’Istituto San Paolo IMI viene dimostrata la presenza di FA.
La foto reperto 65DG812 [258] mostra in primo piano l’imputato riconoscibile per lo scudo della CHRYSLER con la presenza del nastro da pacchi nella parte interna, i capelli lunghi raccolti all’indietro, il travisamento costituito da un fazzoletto nero.
Vicino a FA si nota un soggetto con il kilt che ritornerà nelle immagini più avanti, sullo sfondo si vede via Canevari in direzione monti verso il carcere di Marassi.
L’Agenzia 14 del San Paolo IMI subisce in questa occasione danni per un ammontare di circa £. 200.000.000 [259], su questi danni si veda anche il reperto IBSPT frame da 001 a 005 [260].
Anche UD, MI e i soggetti A, B e C passano davanti alla banca come si vede nel reperto 235 FOTO 42 [261] che inquadra Via Canevari da monte verso mare.
Sulla sede stradale sono presenti diversi cassonetti e campane per la raccolta differenziata, a sinistra si vede un semaforo sito vicino all’agenzia 14 del San Paolo in Via Vinelli.
Sopra al semaforo sulla destra si vede una parabola, visibile anche in precedenti immagini: si tratta dell’insegna del San Paolo IMI.
Davanti alle fiamme si nota A in possesso di due caschi, alla sua sinistra B con indosso il casco blu, poco più avanti di A si vede C con le mani al volto, casco arancione, tuta azzurra con le maniche più scure.
Il soggetto con le mani sulla testa che si trova più avanti è UD, si notano lo spallaccio dello zaino, gli occhiali da vista, il pizzetto e la maschera antipolvere.
Sulla destra si vede MI che tiene la maschera antipolvere sulla fronte e porta occhiali rotondi.
Ancora sulla destra si nota un soggetto con casco arancione già visto all’altezza del Dì per Dì di Via Canevari mentre parlava con i soggetti A e B.
Dietro questo soggetto se ne vede un altro con felpa rossa, casco blu, maschera antigas già visto nel gruppo CM.
Infine, di fronte alla campana di vetro posta davanti a UD e MI si vedono un uomo con una maglia bianca ed una donna con una canottiera gialla che rivedremo tra breve al momento dell’assalto al carcere.
I manifestanti del Blocco Nero non si fermano a questi danneggiamenti e alle 14.31.36 GAMMA 189, cioè il Funzionario di Polizia Dr. Roberto SALVO che comanda il presidio esterno al carcere di Marassi segnala alla Sala Radio la presenza dei manifestanti in via Canevari [262].

36. I testi relativi ai danneggiamenti di Via Canevari.
Giacomo AMADORI ha ricordato di aver notato in Piazza Giusti tra gli altri manifestanti due ragazzi molto alti, uno con il cappuccio e magro e l’altro a volto scoperto e con gli occhiali.
Questi erano stranieri, non erano armati e ad un certo momento avevano dato un segnale al gruppo che si era ricompattato ed era ripartito superando il ponte di fronte a Corso Montegrappa.
Al di là del ponte sul Bisagno il teste si trovava nella testa del gruppo e aveva notato due persone su di una Vespa, che avevano una telecamera e che venivano aggrediti.
In seguito il teste aveva scoperto trattarsi di due Agenti della Polizia Scientifica che stavano cercando di riprendere i danneggiamenti ed i loro autori.
I manifestanti non volevano essere ripresi durante le devastazioni e aggredirono i Poliziotti.
In particolare il teste ricordava un ragazzo a torso nudo, marsigliese, che aveva bloccato il motorino fatto cadere uno dei due occupanti contro il quale si era poi accanito con calci e pugni.
Arrivò in soccorso un terzo uomo proveniente dal sottopasso verso la stazione Brignole, questi era armato e sparò in aria, così facendo indietreggiare i manifestanti e consentendo ai Poliziotti in difficoltà di mettersi in salvo.
Il teste ricordava come l’aggressore aveva una o più catene probabilmente prese al distributore da un cassonetto.
Alla contestazione di precedenti dichiarazioni confermava trattarsi di un paletto bianco e rosso solitamente usato per delimitare i parcheggi.
L’aggressione era stata violenta, l’uomo a terra veniva colpito alla testa.
Anche Marco PREVE ha ricordato di aver saputo di questa aggressione avvenuta poco oltre il Ponte sul Bisagno, non vi aveva assistito direttamente e poteva solo confermare che vi era stato un momento di grande tensione.
Renato EPORTENTOSI Agente Scelto della DIGOS e Marco MARRONE, Assistente della Polizia di Stato hanno ricordato in termini sostanzialmente analoghi l’aggressione subita ad opera di alcuni manifestanti in Via Canevari.
Durante i giorni delle manifestazioni i due accompagnavano con la moto (due Aprilia Pegaso 650) un agente della Polizia Scientifica ciascuno (EPORTENTOSI portava l’Ispettore ROGGIO che era munito di una telecamera, MARRONE portava l’Ispettore VASILE munito di una macchina fotografica) allo scopo di riprendere gli scontri, le loro sigle radio erano rispettivamente Imola 14 e Imola 13.
In giro vi erano una terza analoga pattuglia (con il Vice Sovrintendente GAIA e l’Assistente Capo PALERMITA con sigla radio Imola 11).
Ciascun Agente indossava una pettorina con la scritta STAMPA e PRESS.
Verso le 13.30 del 20 luglio le due pattuglie si erano recate in Via Canevari dove erano stati segnalati degli scontri.
Qui incontrarono circa mille persone travisate, vestite di nero, munite di con bandiere nere e rosse, notarono anche il gruppo dei TAMBURINI.
I manifestanti attaccavano indistintamente tutte le auto ed i negozi che incontravano, tra i quali anche il distributore della ERG, lanciavano pietre e bottiglie incendiarie, usavano i bastoni indistintamente contro ogni obbiettivo e senza alcun preavviso, aggredivano le persone che incontravano sulla propria strada, rompevano i marciapiedi per ricavarne sassi da lanciare.
L’Ispettore ROGGIO aveva ripreso alcune scene, poi era sceso dalla moto, in questo imitato dall’Ispettore VASILE che scattava foto, per recarsi a riprendere più da vicino i saccheggi dei negozi e i danneggiamenti delle auto e del distributore di benzina.
Dopo un paio di minuti però le persone che compivano le devastazioni si erano accorti dei due cameraman e li avevano assaliti.
ROGGIO e VASILE avevano cercato di risalire sulle moto ma erano stati raggiunti da persone vestite di nero e travisate, ROGGIO era stato disarcionato e cadeva a terra, qui veniva picchiato con i bastoni e con calci e pugni.
EPORTENTOSI si era allontanato un poco ed aveva osservato la scena.
A quel punto si era avvicinata la seconda moto (Imola 13), sulla quale VASILE era riuscito a salire, che cercava di soccorrere ROGGIO.
VASILE si qualificava come Ispettore di Polizia ed esplodeva in aria tre colpi di pistola.
Ciò aveva l’effetto che gli aggressori lasciassero per un paio di secondi la presa su ROGGIO che veniva preso sulla moto dal teste ritornato tempestivamente indietro.
Quindi i due si erano allontanati
Passato il primo momento di stupore gli aggressori si erano avvicinati con fare minaccioso a VASILE invitandolo a sparare loro addosso.
L’Ispettore era risalito sulla moto e tutti gli Agenti erano fuggiti inseguiti da lanci di bastoni, pietre e bombe molotov.
A Piazza Verga ROGGIO era stato soccorso da un’ambulanza ed aveva dovuto interrompere il servizio.
La sua telecamera venne sottratta dagli aggressori e non venne più recuperata.
Anche prima di giungere in Via Canevari i due avevano ripreso immagini analoghe e si erano trovati a contatto con i manifestanti.
EPORTENTOSI non era stato in grado di riconoscere gli aggressori perché questi erano travisati e vestiti di nero.
Durante i danneggiamenti non aveva visto azioni di contrasto ad opera di Forze di Polizia, che si trovavano abbastanza distanti, a circa 200 metri o forse più ed erano comunque stati fatti oggetto di lanci di pietre e di bombe molotov da parte di alcuni manifestanti.
Nei giorni precedenti le manifestazioni vi era stata una riunione presso la Polizia Scientifica dove era stato spiegato il servizio e gli equipaggi si erano conosciuti: bisognava documentare la manifestazione e riprendere eventuali scontri.
Durante questa riunione non era stata presa in esame l’eventualità che i manifestanti non gradissero di essere ripresi.
Secondo Maurizio BERTOLINO dipendente dell’agenzia 9 della Banca Popolare di Novara sita in Via Canevari al 142 r la mattinata del 20 luglio era trascorsa in modo del tutto tranquillo.
Verso le 13.30 era salito nella propria abitazione, sita nel medesimo palazzo della banca e dal terrazzo di casa assistette dapprima all’incendio dell’auto dei Metronotte, quindi verso le 14.10 anche all’inizio dell’assalto alla sua agenzia.
Si trattava di circa quaranta persone vestite di nero, travisate con bavagli e cappucci.
Dentro l’agenzia era chiuso un collega, Davide STAGNARO, il teste avvertì il 113 e scese ad aiutarlo, ma ormai gli aggressori si erano allontanati, fortunatamente il collega non era rimasto ferito.
Una volta raggiunta la banca il teste poté constatare che il cristallo era già stato rotto ed anche i vetri blindati presentavano delle lesioni, chiunque pertanto poteva entrare nell’agenzia.
BERTOLINO ebbe modo di constatare la sottrazione di un paio di sacchi di posta [263] e rimase con il collega a sorvegliare l’agenzia fino alle 21.30: lui all’esterno e STAGNARO all’interno.
Durante questo periodo di sorveglianza il teste si avvide di un secondo gruppo di individui, anch’essi travisati con bavagli e cappucci e muniti di bastoni che scendevano dalla scalinata che collega Via Canevari a Via Montegrappa.
Questi intendevano entrare nell’agenzia ma BERTOLINO riuscì ad allontanarli.
Durante il pomeriggio il teste vide passare anche un folto gruppo di appartenenti alle Forze dell’Ordine.
Ancora AMADORI e PREVE hanno ricordato di aver assistito al danneggiamento ed alla distruzione di altri esercizi pubblici ed agenzie bancarie.
AMADORI descriveva così l’organizzazione del gruppo di manifestanti: un ragazzo che portava un carrello con delle bottiglie di vino sembrava la guida per il gruppo straniero, aveva accento toscano ed era accompagnato da un giovane genovese.
I manifestanti stranieri si consultavano con questi due per scegliere le strade da percorrere, avevano una cartina, una pagina del TUTTOCITTA’ dove il teste vide era segnata Piazza Manin.
I ragazzi italiani prediligevano obbiettivi che potessero portare un vantaggio ed avevano preso di mira un macellaio iniziando a colpirne la vetrina con una spranga ma un ragazzo straniero li bloccò indicando loro come obbiettivo una banca.
Da questo episodio il teste arguì che tra gli italiani e gli stranieri ci dovevano essere delle differenze di tipo ideologico.
Giunti in fondo a Via Canevari in luogo non lontano dallo stadio e dal carcere il teste assistette ad una discussione sulla strada da prendere.
In quanto ritenuto del posto anche il teste venne richiesto di indicare la strada migliore per raggiungere la Zona Rossa.
AMADORI suggerì allora la strada che tornava indietro da Via Canevari, attraversava il sottopasso e conduceva verso la zona protetta, dove però c’era anche il presidio della Polizia.
I manifestanti preferirono invece una strada diversa.
Quindi ricomparve la guida genovese del gruppo, un ragazzo col casco da moto, occhialini da sci, una bandiera rossa e nera che copriva una parte della faccia, scarpe da ginnastica, pantaloni corti che probabilmente convinse gli altri a proseguire verso Marassi.
AMADORI seguì i TAMBURINI e i capi del gruppo lungo Scalinata Montaldo e da qui si accorse che invece una parte dei manifestanti aveva attaccato il carcere sull’altra sponda del Bisagno.
Marco PREVE seguì i manifestanti da Piazza Giusti attraverso Piazza Manzoni fino a Via Canevari, dove assistette al saccheggio del secondo supermercato Dì per Dì, definito dello stesso tipo di quello compiuto in Piazza Giusti solo però in termini più lievi.
Anche una banca venne danneggiata a colpi di spranga o di pietre, così come una tabaccheria ed altri esercizi pubblici.
Per strada i manifestanti avevano eretto delle barricate con cassonetti rimossi dalla propria sede ed incendiati.
In Via Canevari il teste vide riempire delle bottiglie MOLOTOV, c’erano due ragazzi dai tratti somatici stranieri, vestiti di nero seduti su di uno scalino di questa via che riempivano delle bottiglie e intorno si avvertiva odore di benzina.
Durante il percorso il gruppo si era in parte assottigliato e in fondo a Via Canevari si era trovato davanti a Piazzale Marassi e al carcere.
Qui un ragazzo straniero richiamò l’attenzione degli altri gridando “it’s a jail, it’s a jail” e una parte dei manifestanti attraversato il Bisagno assalirono il carcere.

37. Alle 14.31.36 il Dr. SALVO Roberto (sigla GAMMA 189), funzionario che dirige il servizio di vigilanza nel piazzale antistante il carcere di Marassi [264], comunica alla Sala Operativa della Questura la notizia dell’avvicinarsi di un folto gruppo di persone armate con spranghe e vestiti con tute nere [265] che molto probabilmente stanno attaccando l’istituto scolastico Firpo di Via Canevari.
Alle ore 14.38.53 [266] viene registrata una comunicazione con la quale l’elicottero della Polizia di Stato segnala alla Sala Radio la presenza di “diverse centinaia” di tute nere vicino al carcere di Marassi, mentre i Carabinieri “sembrano massimo una trentina”.
Alle 14.42 [267] ancora il Dr. SALVO segnala la presenza di circa mille manifestanti delle tute nere fermi sulla Scalinata Montaldo posta davanti al carcere e la Centrale Operativa immediatamente dà ordine al Dr. MONDELLI di proseguire per Marassi.
Tra le 14.44.09 e le 14.44.47 [268] prima il Dr. SALVO e poi un privato segnalano telefonicamente alla Questura l’assalto dei manifestanti contro il carcere di Marassi.
La Sala operativa risponde al primo che sta mandando rinforzi e chiama nuovamente il Dr. MONDELLI sollecitandolo ad intervenire a Marassi.
Alle 14.46.02 [269] un altro privato segnala l’uso di bombe MOLOTOV in Via Bobbio dove c’è lo stadio.
Alle 14.54.20 la Sala operativa invia con urgenza al carcere il contingente diretto dal Dr. Paolo BONANNO (Gamma 19) “con tutti gli uomini” [270]
Alle ore 14.56.30 [271] il Dr. SALVO chiede urgentemente rinforzi al carcere perché “stanno distruggendo il carcere”.
La struttura carceraria viene assalita mediante il lancio di oggetti e bombe molotov (reperto 25 a 00.05.01), il portone viene incendiato tre volte, vengono danneggiati gli uffici interni, alcune vetrate, le telecamere del sistema di video sorveglianza, alcuni veicoli parcheggiati nel piazzale interno.
Il totale dei danni arrecati a questa struttura ammonta a circa Euro 30.000 [272].
L’attacco al carcere dura una decina di minuti, dopo di che i manifestanti attraversano nuovamente il ponte sul fiume e salgono lungo Scalinata Montaldo in direzione della circonvallazione a monte.
Alle 15.05 GAMMA 19, il Dr. Salvatore BONANNO, giunto sul piazzale del carcere comunica alla centrale Operativa che ivi non vi sono più manifestanti e questo viene confermato dalle immagini della telecamera del traffico AZZURRI d’ITALIA alle ore 15.05.00 [273].
Tra i partecipanti all’assalto al carcere si riconoscono gli imputati CM e FA, oltre ai soggetti A, B e ad altri già individuati tra i componenti del Blocco Nero.

 

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[121] Si tratta di un filmato girato da ZUCCON e inserito nel 3° DVD CM VV.
[122] Si trovano nel 5° DVD CM VV.
[123] Particolari già notati nel reperto 70H OGGS34JS, che si trova nel 5° DVD CM VV cartella “selezione ordinata” al n. 072.
[124] Si trova nel DVD FA.
[125] Si trovano nel DVD FA.

[126] Si trova nel 3° DVD CM VV mentre i relativi frame si trovano nel 5° DVD.
[127] Danni che si possono apprezzare nelle foto del reperto 120 contenuto nel 5° DVD CM VV e nei documenti al n. 15 delle produzioni del P.M..
[128] Si trova nel 5° DVD CM VV.
[129] Il filmato ed i relativi frame si trovano nel DVD di FA.
[130] Cfr. i frame da 001 a 007 nel DVD DP.

[131] Cfr. la nota 88.
[132] Si trova nel DVD FA.
[133] Reperto 57P clip 76.
[134] Vedi a pag. 174 delle trascrizioni.
[135] Si trova nel 5° DVD CM VV nella cartella “fotografie”.

[136] Si trova nel DVD CC cartella “selezione ordinata” al n. 034 e nel 5° DVD CM VV.
[137] Si trova nel DVD FA nella cartella “selezione ordinata” al n. 047.
[138] La telefonata di un cittadino al 113 alle ore 13.28.55 dà notizia dell’incendio delle due auto in via Montevideo, cfr. le trascrizioni a pag. 175 del volume II delle trascrizioni.
[139] Si trova nel 5° DVD CM VV.
[140] Ibidem.
[141] Si trova nel DVD AC VA.
[142] Il teste LAURIA (udienza del 2/11/2004) ha ricordato di aver parcheggiato la propria Vespa PX 125 tg. GE 162553 verso le 11 del mattino del 20/7/2001 in Via Casaregis vicino alla Scuola Guida Sartini, quindi tra le 17.45 e le 19 era tornato per riprenderla senza però più trovarla.
[143] Si trovano nel DVD AC VA.
[144] Si trova nel DVD AC VA.
[145] Ibidem.
[146] Si tratta della foto n. 005 della cartella “selezione ordinata” del DVD AC VA, acquisita dalla DIGOS (teste ZAMPESE).
[147] Si trova nel DVD AC VA nella cartella “selezione ordinata” al n. 006.
[148] Reperto 57A clip 80.
[149] Si trova a pag. 179 delle trascrizioni.
[150] Si trova nel DVD FA.
[151] Si trova nel DVD FA.
[152] Si trova nel 3° DVD CM VV.
[153] Si trovano nel 5° DVD CM VV.
[154] Si trova nel 4° DVD CM VV.
[155] Si trovano nel 5° DVD CM VV.
[156] Si trova nel 5° DVD CM VV cartella “selezione ordinata” al n. 141.
[157] Si trova nel DVD FA.
[158] Si trova nel 3° DVD CM VV.
[159] Comunicazione delle ore 13.43.42, pag. 184 del volume II delle trascrizioni, con la quale un cittadino avverte del danneggiamento al distributore ERG.
[160] Si trova nel 5° DVD CM VV cartella “selezione ordinata” al n. 138.
[161] Cfr. frame del reperto 164-249.
[162] Il filmato si trova nel 4° DVD CM VV, i frame sono nel 5°.
[163] Si trova nel DVD DP ed è diviso in due spezzoni.
[164] Si trova nel DVD DP cartella “fotografie”.
[165] Si trova nel DVD CC cartella “selezione ordinata al n. 036.
[166] Si trova nel DVD DP cartella “fotografie”.
[167] I danni ammontano ad oltre Euro 100.000, cfr. il teste POGGIO, vengono danneggiate le vetrate, la bussola d’ingresso, il cache dispenser.
[168] Per la descrizione dei danni si veda la deposizione del teste GARRESIO.
[169] Il titolare del distributore, teste VIGNOLO Angelo il pomeriggio del 20 trovò lo stesso totalmente distrutto “come se fosse passato un caterpillar”, i danni ammontarono a circa £. 43.000.000.
[170] A pag. 183 del volume II delle trascrizioni.
[171] A pag. 186.
[172] Si trova nel 4° DVD CM VV.
[173] Si trovano nel 5° DVD CM VV.
[174] Si trova nel DVD UD MI.
[175] Si trovano nel DVD UD MI cartella “fotografie”.
[176] I particolari degli oggetti in sequestro e la loro corrispondenza a quelli delle immagini si possono apprezzare nel reperto “sequestro” del DVD UD e MI.
[177] E’ denominato Sardegna h. 13.50 reperto 164-249C e si trova nel DVD FA.
[178] Ibidem.
[179] Si trova nel 5° DVD CM VV cartella “selezione ordinata” al n. 146.
[180] Si trovano nel DVD FA cartella “selezione ordinata” ai n. da 067 a 070.
[181] Si trova nel DVD FA cartella “selezione ordinata” al n. 058 ed anche nel 5° DVD CM VV cartella “selezione
ordinata” al n. 147.
[182] Si trova nel 5° DVD CM VV cartella “selezione ordinata” al n. 144.
[183] Si trova nel DVD FA cartella “selezione ordinata” al n. 056.
[184] Si trova nel DVD FA cartella “selezione ordinata” al n. 057.
[185] Reperto 57A clip 80.
[186] Si trova nel 5° DVD CM VV, cartella “selezione ordinata” al n. 148.
[187] Si trova nel DVD CC cartella “selezione ordinata” al n. 037.
[188] Il teste AVIO Alessandro, legale rappresentante della Gruppo Cinque s.r.l. proprietaria della catena di supermercati Dì per Dì, ha spiegato come questo supermercato fosse dotato di vetri antisfondamento, sistemi di allarme e di sicurezza, inoltre era installata una serranda scorrevole, le spese per rafforzare la sicurezza del locale in vista del G8 ammontavano a circa 4 milioni. I danni riportati quel giorno ammontavano a circa £. 230.000.000.
[189] Cfr. pag. 190 delle trascrizioni.
[190] Comunicazione delle ore 13.56.33 a pag. 190.
[191] Cfr. pag. 208 delle trascrizioni: “COT: MONDELLI, MONDELLI dal centro operativo vuoi rispondere? G11: avanti da G11 è in ascolto. COT Mario una cortesia devi andare, veloce però, in Piazza giusti, in Piazza Giusti c’è un gruppo di un migliaio di anarchici che stanno fasciando tutto, ci puoi arrivare andando dritto per Corso … dove ti trovi tu adesso, finché non arrivi all’incrocio con corso Torino, giri a sinistra e vai dritto. Però devi fare subito perché sta scendendo da Corso Gastaldi un altro corteo”.
[192] Reperto 57D clip 80.
[193] Si trova nel 5° DVD CM VV “cartella selezione ordinata” al n. 148.
[194] Si trova nel DVD CC cartella “selezione ordinata” al n. 037.
[195] Si trova nel 5° DVD CM VV cartella “selezione ordinata” al n. 153.
[196] Si trovano nel 1° DVD della Polizia Municipale capitolo 3 foto relative a Sardegna e Giusti ai n. 11, 25 e 26.
[197] Si trova per questo spezzone nel 1° DVD della Polizia Municipale pulsante n. 3 da 02.15 a 05.46.
[198] Si trova nel 5° DVD CM VV cartella “selezione ordinata” al n. 154.
[199] Cfr. nota 141.
[200] Si trova nel DVD AC VA cartella “selezione ordinata” al n. 020.
[201] Ibidem al n. 019.
[202] Ibidem al n. 021.
[203] Ibidem al n. 025.
[204] Si trova nel DVD UD MI cartella “selezione ordinata” al n. 039.
[205] Ibidem al n. 040.
[206] Si trova nel DVD AC VA cartella “selezione ordinata” al n. 23.
[207] Ibidem al n. 026.
[208] Ibidem al n. 024.
[209] Si trovano nel DVD AC VA.
[210] Si trova sia nel DVD di CC sia in quello di DP.
[211] Si trova sia nel DVD di CC cartella “selezione ordinata” al n. 042 sia in quello di DP cartella “selezione ordinata” al n. 073.
[212] Si trova nel DVD CC cartella “selezione ordinata” al n. 047.
[213] Ibidem al n. 048.
[214] Ibidem al n. 049.
[215] Ibidem al n. 051.
[216] Ibidem al n. 052.
[217] Si trova sia nel DVD UD MI, sia in quello di DP.
[218] Si trova nell’allegato 5 delle produzioni del P.M.
[219] Reperto 57D clip 80.
[220] Reperto 57D clip 81.
[221] I documenti relativi a questi danni si trovano al n. 12 delle produzioni del P.M.
[222] Si trova a pag. 195 del volume II delle trascrizioni.
[223] Reperto 57D clip 81.
[224] Cfr. il teste GARRESIO.
[225] Si trovano nel 1° DVD della Polizia Municipale capitolo 3 foto relative a Sardegna e Giusti ai n. 11, 25 e 26.
[226] Un riscontro temporale degli incendi di queste auto si ha attraverso le immagini della telecamera del traffico VERDI, reperto 57D clip 81 e 82 che sullo sfondo mostra il fumo nero proprio alle ore 14.14.
[227] Si tratta di filmati tratti dai reperti 143.112, 164.249 e 86.
[228] Si tratta della Volvo Polar tg JD30316 di proprietà di FENZA Enrico, della Volvo S80 tg BE419XC di proprietà della Roccar Interline, della Fiat 500 tg GE09492 di GUGLIEMINO Annamaria e dell’autocarro Ape Piaggio tg GE 323171 di proprietà di BONOMOLI.
[229] Le immagini di VERDI 57D clip 81 e 82 mostrano infatti contemporaneamente a destra il fumo dell’incendio della Mercedes di Corso Galilei e a sinistra in Via Canevari il fumo dell’incendio delle altre auto.
[230] Si trova nel DVD FA.
[231] Si trova nel DVD CS, è denominato h.14.30 Via Canevari reperto 164 244.
[232] Si trova nel 4° DVD CM VV.
[233] Si ricorda che durante la mattina, quando il corteo dello SMASH raggiunse l’incrocio tra Corso Torino e Corso Buenos Aires si era notata una bandiera dei pirati.
[234] Si trovano nel 5° DVD CM VV.
[235] Si trova nel 5° DVD CM VV CARTELLA “SELEZIONE ORDINATA” AL N. 158.
[236] Si trova nell’allegato 5 delle produzioni del P.M. e nel DVD della Polizia Municipale, parte prima terzo pulsante da 11.06 a 12.58 .
[237] L’agenzia subirà danni alle vetrine, al bancomat e agli arredi interni per un totale di oltre £. 80.000.000 (teste
ZAMPESE).
[238] Si trova nel DVD UD MI.
[239] Ibidem.
[240] Si veda il reperto 120 Piazza Giusti Scontri RP 20 nel DVD UD MI cartella “selezione ordinata” al n. 039.
[241] Si trova cartella “selezione ordinata” al n. 062.
[242] Si trova nel DVD UD MI nella cartella “filmati”.
[243] Si trovano nel 5° DVD CM VV.
[244] Si trova nel DVD UD MI cartella “selezione ordinata” al n. 080.
[245] Si trova nel DVD UD MI cartella “selezione ordinata” al n. 065.
[246] Cfr. i reperti Danni Dì per Dì Via Canevari DVD UD MI cartella “selezione ordinata” dal n. 058 al n. 061 e la deposizione del teste AVIO.
[247] Si trova nel DVD UD MI cartella “selezione ordinata” al n. 085.
[248] Si trovano nel 5° DVD CM VV nella cartella “fotografie”.
[249] Si trova a pag. 206 del volume II delle trascrizioni.
[250] Si trova a pag. 207.
[251] Si trova nell’allegato 5 delle produzioni del P.M., l’orario (dalle 15.50 in poi) non appare corretto se confrontato con quello di altri reperti.
[252] Si trovano nel DVD FA.
[253] Questa parte si trova nel *° DVD CM VV cartella “selezione ordinata” ai n. 164-166.
[254] Si vedano i frame 002-005 nel DVD FA cartella “selezione ordinata” ai n. 085-087.
[255] Si trova a pag. 210 del volume II delle trascrizioni.
[256] Si trova a pag. 209 delle trascrizioni.
[257] Sui danni a questo si veda il teste POGGIO.
[258] Si trova nel DVD FA cartella “selezione ordinata” al n. 088.
[259] La teste Patrizia MATELDI, all’epoca direttore dell’agenzia 14, ha riferito che questa risultò completamente devastata con danni alla bussola d’ingresso, alla stanza del bancomat, agli arredi ed alle attrezzature che furono completamente distrutti, la telecamera dell’impianto di sicurezza era stata girata verso il muro, così che non rimasero immagini degli autori dei fatti. La banca venne interessata da un tentativo d’incendio e dopo il G8 furono necessari due giorni di chiusura per sostituire quanto era stato danneggiato: i documenti relativi ai danni si trovano nel falcone produzioni del P.M. al n. 25.
[260] Si trovano nel DVD FA cartella “selezione ordinata” ai n. 089-091.
[261] Si trova nel DVD UD cartella “Foto”, sotto cartella “fotografie”.
[262] Si veda il paragrafo 37.
[263] Risulteranno infatti sottratte somme in assegni e valuta straniera, mentre i danni complessivamente riportati dall’agenzia risulteranno ammontare a £. 63.211.200, cfr. anche il teste Edoardo LAGOMARSINO e la documentazione prodotta dal P.M. al n. 13.
[264] Ai propri ordini SALVO ha trentanove Carabinieri, tra i quali sei autisti.
[265] Si trova a pag. 208 del volume II delle trascrizioni.
[266] Si trova a pag. 211 delle trascrizioni.
[267] Si trova alle pagine 211 e 212 delle trascrizioni.
[268] Si trovano nelle trascrizioni alle pagine 212 e 213.
[269] Si trova a pag. 213 delle trascrizioni.
[270] Si trova a pag. 217 delle trascrizioni.
[271] Si trova a pag. 217 delle trascrizioni.
[272] Si veda la documentazione prodotta dal P.M. al n. 31 con il computo metrico estimativo dei danni allegato alla denuncia presentata dal teste MANES.
[273] Reperto 57R clip 83.